ADRIA (Rovigo) – Si accende lo scontro tra sindacati e amministrazione comunale sulla mancata riapertura dell’asilo nido Magicabula. La Fp Cgil e la Fisascat Cisl (LEGGI ARTICOLO) respingono con fermezza le accuse rivolte ai lavoratori e contestano la posizione espressa dal Comune di Adria nella nota diffusa il 12 giugno scorso.
Secondo le organizzazioni sindacali, attribuire ai dipendenti la responsabilità della chiusura rappresenta un tentativo di distogliere l’attenzione da una situazione che, a loro giudizio, continua a presentare criticità sotto il profilo sanitario.
“La decisione della cooperativa e dei lavoratori non nasce da alcun preconcetto ideologico, ma da un profondo senso di responsabilità civica e professionale”, afferma la segretaria della Fp Cgil, Roberta Denanni. “Di fronte a campionamenti delle acque risultati positivi e a un caso accertato di positività alla legionella tra il personale della struttura, il principio di massima precauzione deve prevalere su qualsiasi altra valutazione”.
I sindacati sottolineano come la tutela della salute pubblica debba rappresentare una priorità assoluta, soprattutto quando sono coinvolti bambini in età molto precoce. Per questo motivo giudicano insufficienti le misure temporanee indicate dall’amministrazione comunale, tra cui il divieto di utilizzo dell’acqua dell’impianto, il ricorso a materiale monouso e l’installazione di cisterne per l’approvvigionamento idrico destinato alla sanificazione.
“Se vengono previste misure straordinarie di questo tipo, significa che la struttura non è ancora nelle condizioni di garantire una sicurezza totale”, evidenzia Giovanni Gallo, rappresentante della Fisascat Cisl. “Chiedere ai lavoratori di operare in queste circostanze significa esporli a rischi biologici e assumersi responsabilità enormi nei confronti dei bambini e delle loro famiglie”.
Le due sigle sindacali rivendicano una posizione chiara e netta: la difesa del diritto alla salute e alla sicurezza dei minori, delle famiglie e degli operatori. Una linea che, secondo Fp Cgil e Fisascat Cisl, si contrappone a quella dell’amministrazione comunale, accusata di voler accelerare la riapertura della struttura minimizzando i rischi connessi alla presenza della legionella.
Nel comunicato viene inoltre denunciata quella che viene definita una “gogna mediatica” nei confronti dei dipendenti della cooperativa, i quali – sostengono i sindacati – stanno semplicemente chiedendo di poter lavorare in condizioni pienamente sicure.
“I lavoratori amano il proprio lavoro e comprendono perfettamente i disagi che questa situazione sta creando alle famiglie”, conclude Roberta Denanni. “Tuttavia la continuità del servizio non può essere garantita a discapito della salute umana. L’asilo dovrà riaprire soltanto quando i campionamenti ufficiali certificheranno la completa e definitiva assenza del batterio dall’intero impianto idrico”.
Fp Cgil e Fisascat Cisl annunciano infine che continueranno a monitorare l’evolversi della situazione e a contrastare qualsiasi decisione che, a loro avviso, possa mettere a rischio la salute dei cittadini e dei lavoratori.

















