L’Amministrazione comunale ha consegnato “l’Onorificenza al merito sportivo, per l’impegno profuso ed i risultati sportivi ottenuti a livello nazionale ed internazionale” 

BADIA POLESINE (Rovigo) – Al pluridecorato direttore tecnico della Nazionale del pattinaggio di velocità Maurizio Marchetto, badiese doc, l’Amministrazione comunale ha consegnato “l’Onorificenza al merito sportivo, per l’impegno profuso ed i risultati sportivi ottenuti a livello nazionale ed internazionale” che danno lustro a Badia Polesine. La cerimonia svoltasi stamani, sabato 6 giugno in Abbazia, è stata introdotta dal sindaco Giovanni Rossi che ha parlato di “…una persona speciale …alla quale vogliamo dare il giusto merito, pur restando nell’ombra”. 

Grazie alla sua competenza e alla sua visione strategica Marchetto ha permesso a generazioni di atleti di crescere come campioni e come persone.  Elogio che ha trovato concorde il consigliere regionale Cristiano Corazzari, che ha ricordato la consolidata tradizione sportiva del pattinaggio a rotelle della nostra Provincia. Dopo aver letto la lettera di condivisione dell’assessore regionale allo Sport Paola Roma, l’assessore Stefano Baldo, ha riassunto il corposo curriculum dell’ospite premiato. In sala Soffiantini anche l’ex sindaco Paolo Meneghin, il sindaco dei ragazzi Giacomo Madaghiele, una scolaresca del Primo Levi e molti amici e conoscenti di Marchetto.


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Maurizio è nato a Badia nell’anno olimpico di Cortina 1956. Dopo le elementari si è trasferito con la famiglia nell’hinterland Milanese dove cominciò a pattinare, prima su rotelle e poi sul ghiaccio.

Dicono che sia un “sergente di ferro” e che sorrida poco in pubblico ma non è vero. In realtà, quello che molti definiscono il “Velasco” del pattinaggio di velocità, è un uomo essenziale ancora tutto dedito, nonostante l’avanzare degli anni, al suo lavoro.

Maurizio Marchetto, nella sua prolusione ha ricordato i suoi trascorsi sportivi ed i nomi di alcuni dei campioni che ha portato al successo, come Roberto Sighel, primo vincitore italiano di un titolo mondiale, Enrico Fabris vincitore di due medaglie d’oro ai Giochi olimpici invernali di Torino 2006 ed altri campioni anche stranieri, compresa quelli della nazionale Russa che ha dovuto lasciare nel 2015 dopo l’embargo. Non ha invece nascosto qualche perplessità per il flop del recordman dei 10mila metri Davide Ghiotto (portabandiera della cerimonia di chiusura all’Arena di Verona di Milano-Cortina 2026) che dopo aver dominato per quasi 4 anni questa distanza e nonostante le grandi speranze della vigilia è arrivato solo quinto, “… anche se due giorni dopo ci ha fatto vincere un oro eccezionale con la squadra”. Ha parlato poi delle difficoltà incontrate da Francesca Lollobrigida, due volte campionessa olimpica 2026, “…ma il pattinaggio è una brutta bestia e richiede una concentrazione continua”.

La bacheca di casa Marchetto oggi conta 16 medaglie che ne fanno il direttore tecnico della Nazionale dei primati. 

Un lungo scrosciante applauso ha salutato la consegna della benemerenza, all’illustre concittadino.

Ugo Mariano Brasioli

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