La Banca si appresta a far approvare ai soci un bilancio da 10 milioni di euro di utile, ma per il Conservatorio di Adria intende passare da partner a semplice sponsor

ADRIA (Rovigo) – A parole il presidente Mauro Giuriolo in teatro comunale ad Adria per il Concerto di Capodanno ha pubblicamente elogiato l’operato del Conservatorio Buzzolla, sostenuto dal 2006 anche da Banca Adria, nei fatti però la Banca ha esercitato il diritto di recesso dalla convenzione a tacito rinnovo, di durata biennale, che nel corso degli anni ha consentito la programmazione dell’attività accademica ritenendola un patrimonio culturale da sostenere.

Il presidente del Conservatorio Giuseppe Carinci non commenta la situazione da lui conosciuta solo il giorno successivo il suo insediamento di metà gennaio, ma il malumore per la scelta operata dalla Banca è palpabile. La volontà di recesso sarebbe stata espressa dalla Banca durante il periodo di vacatio della presidenza scaduta a fine dicembre 2022 con il mandato di Mara Bellettato.

C’è chi grida allo scandalo pensando che la Banca, che ad Adria non espone nemmeno l’insegna aggiornata, dimenticandosi di essere diventata per fusione non più Banca del Delta, ma Banca Adria Colli Euganei Credito Cooperativo, sta per approvare un bilancio con 10 milioni di euro di utile e si ritira rispetto ad una convenzione dal valore irrisorio per l’istituto bancario, ma fondamentale per la fragilità del bilancio del Conservatorio pubblico che fa ricorso anche al sostegno di studenti e piccoli sponsor.

C’è chi afferma che la decisione di recesso non sia nemmeno stata portata all’attenzione del Consiglio di amministrazione della Banca, ma che sia stata una scelta solo del presidente Giuriolo con il direttore Tiziano Manfrin, c’è infine chi sostiene che la decisione sia un messaggio politico per la nomina a presidente del Buzzolla di Carinci, persona non allineata con la nuova veste che Banca dei Colli vuole indossare.

La Banca vorrebbe passare infatti dal ruolo di partner primario del Conservatorio a quello di occasionale sponsor, fissando un tetto alle elargizioni che intenderebbe riservare alla realtà adriese, mettendola sullo stesso piano delle varie sagre o manifestazioni di paese che interessano i luoghi dove Banca Adria Colli Euganei ha degli sportelli.

Sarebbe infatti trapelata la volontà di dividere il valore della ex convenzione con il Conservatorio di Adria della ex Banca Adria, con quello di Rovigo, come se la ex Rovigo Banca, oggi Banca del Veneto Centrale, che ha sportelli anche ad Adria, contribuisse come sponsor alle attività del Conservatorio di Adria.

A Rovigo, per esempio, la ex Rovigo Banca è partner del Conservatorio Venezze da anni e con soddisfazione reciproca sostenendo il dipartimento di Jazz e non sembra abbia bisogno del sostegno della ex Banca Adria per continuare nella propria attività con il Conservatorio Venezze.

Da qualsiasi parte la si voglia guardare lo scivolone della ex Banca Adria è evidente e non trova giustificazioni, perchè unilaterale, perchè inopportuno, viste le parole di qualche giorno prima della comunicazione di recesso espresse dal presidente Giuriolo: “Banca Adria starà sempre al vostro fianco” rivolte al Conservatorio, e soprattutto per il clima che si respira ad Adria nei confronti della Banca, accusata di non essere più la Banca del territorio, ma di essere diventata una qualsiasi banca commerciale che ha snaturato l’anima cooperativa.

La Banca, infatti, è di proprietà dei soci, per lo più di Adria e del Delta, che si sono visti, lo scorso anno, negata la possibilità di partecipare alla assemblea di approvazione del bilancio al teatro comunale di Adria (LEGGI ARTICOLO), e quest’anno dovranno andare in trasferta a Rovigo perchè più vicina ai Colli Euganei.

Nel mentre, il Conservatorio Buzzolla, che l’anno prossimo celebrerà i 50 anni di fondazione, popolato da 400 allievi, con 80 docenti divisi tra corsi base, preaccademici ed accademici, che promuove una formazione specialistica con master di primo e secondo livello, oltre a mesterclass con docenti di fama nazionale ed internazionale, non potrà organizzare con serenità la programmazione per la mancanza della “vicinanza” della ex Banca Adria.

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