ROVIGO – Il Movimento 5 Stelle Rovigo esprime un giudizio fortemente critico sul bilancio comunale che l’amministrazione guidata dalla sindaca Valeria Cittadin si appresta a portare in Consiglio comunale. Secondo i pentastellati, si tratta di una manovra segnata da aumenti tariffari e da un’impostazione definita “pressapochista”, che confermerebbe un metodo di governo poco attento alle reali priorità della città.
Per il Movimento 5 Stelle, il secondo bilancio dell’attuale amministrazione evidenzia una gestione improvvisata, emersa in modo particolare negli ultimi giorni di preparazione della manovra. Nel mirino finiscono soprattutto gli aumenti delle tariffe sui servizi a domanda individuale, che andranno a pesare su cittadini e associazioni.
Aumenti ritenuti ancora più discutibili se messi a confronto con le dichiarazioni della stessa Giunta, che rivendica risparmi ed economie ottenuti grazie agli interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici e al rinnovamento dell’illuminazione. «Se davvero si risparmia – osserva il Movimento – perché far ricadere nuovi costi sulle famiglie e sul mondo associativo?».
Critiche anche sul fronte fiscale. Secondo il M5S, nonostante l’aumento del gettito IRPEF, l’amministrazione ha scelto di mantenere ferma a 10.000 euro la soglia di esenzione dall’addizionale comunale, un livello inferiore alla media regionale. Una decisione che, per i pentastellati, contraddice la narrazione di una Giunta vicina ai cittadini.
A preoccupare ulteriormente sono le “incognite” emerse negli ultimi giorni, in particolare sulla conclusione dei lavori PNRR a San Bortolo, che avrebbero messo in evidenza difficoltà di gestione delle risorse. «La coperta è corta – sottolineano – ma non perché manchino i fondi: sarebbe bastato evitare spese poco mirate».
Nel comunicato viene citato anche il capitolo degli eventi natalizi, giudicati costosi e inseriti in una strategia di rilancio del commercio che, secondo il Movimento 5 Stelle, non ha prodotto risultati strutturali né duraturi per l’economia cittadina.
Il giudizio finale è netto: «Non possiamo esprimere una valutazione positiva su questo bilancio né sul modo di amministrare la città». Per il M5S, la manovra lascia indietro il sostegno alle famiglie, l’attenzione alle fasce più deboli e la tutela del tessuto socio-economico di Rovigo, confermando una distanza crescente tra Palazzo e bisogni reali della comunità.













