Dopo lo stop del Tar del Veneto, la società tenta di ribaltare la sentenza. I residenti: «Non lasciateci soli contro un colosso economico»
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

ROVIGO – La battaglia legale contro il progetto per la produzione di biometano a Sarzano si sposta a Roma. La società Apis RO1, sostenuta dal gruppo internazionale Vorn Bioenergy, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza con cui il Tar del Veneto aveva annullato le autorizzazioni dell’impianto (LEGGI ARTICOLO).

Ad annunciarlo è il Comitato di Sarzano, che si era opposto al progetto e che ora si prepara a difendere anche nel giudizio di appello il pronunciamento ottenuto davanti ai giudici amministrativi veneti.

La sentenza del Tar aveva accolto le ragioni dei ricorrenti, rilevando, secondo quanto riferito dal Comitato, una carenza nell’istruttoria del procedimento autorizzativo. Il pronunciamento aveva fermato il progetto previsto in una zona agricola vicina all’abitato e interessata dalla produzione dell’Aglio Bianco Polesano Dop. «La battaglia per la protezione del nostro territorio riparte verso le aule di Roma», affermano i residenti. «Per noi questa nuova fase rappresenta un peso immenso e doloroso».

Il Comitato descrive il confronto come profondamente sbilanciato sul piano economico. Da una parte, sostengono i cittadini, vi sarebbe una società sostenuta da capitali e interessi internazionali; dall’altra semplici famiglie chiamate a finanziare personalmente le spese necessarie per partecipare ai procedimenti legali. «Dobbiamo pagare di tasca nostra ogni carta bollata per difendere la casa, la salute e il lavoro», sottolinea il Comitato, che interpreta il ricorso al Consiglio di Stato come un tentativo di prolungare il contenzioso e rendere più difficile la prosecuzione della mobilitazione.

I residenti dichiarano però di non voler arretrare. «Abbiamo vinto a Venezia dimostrando che il progetto presentava una palese carenza istruttoria. Non intendiamo arrenderci ora». Al centro della battaglia resta la difesa della vocazione agricola del territorio. Il Comitato chiede che il Polesine continui a investire sulle proprie produzioni di qualità e sulle eccellenze riconosciute, evitando insediamenti ritenuti incompatibili con l’ambiente e con le caratteristiche delle frazioni.

«Il Polesine non è un territorio di conquista industriale», ribadiscono i cittadini, richiamando la necessità di proteggere l’Aglio Bianco Polesano Dop, la qualità della vita e la salute della popolazione. Per affrontare il nuovo grado di giudizio, il Comitato ha quindi avviato una raccolta fondi destinata alle spese legali davanti al Consiglio di Stato.

«Ci rivolgiamo a tutte le persone che hanno a cuore l’ambiente e il futuro della nostra terra», spiegano i promotori. «Non lasciateci soli in questo braccio di ferro impari. Ogni contributo è fondamentale per difendere la sentenza del Tar e le nostre famiglie». Le donazioni possono essere effettuate tramite bonifico sul conto intestato a WWF provinciale di Rovigo, utilizzando l’Iban IT34W0306967684510737963847 e indicando nella causale “Ricorso biometano Sarzano”.

Per informazioni è disponibile l’indirizzo di posta elettronica comitatosarzano@gmail.com.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie