ROVIGO – La sentenza del Tar del Veneto che ha fermato il progetto di impianto a biometano di Sarzano (LEGGI ARTICOLO) riaccende lo scontro politico in città. A intervenire con toni duri sono l’ex sindaco Edoardo Gaffeo e la capogruppo della civica “Civica per Rovigo”, Elena Biasin, che puntano il dito contro le scelte dell’amministrazione guidata da Valeria Cittadin.
Secondo i due esponenti di opposizione, il pronunciamento dei giudici rappresenta sì una vittoria dei cittadini, ma anche la conferma di una precisa responsabilità politica del Comune.
“Il Comune ha sostenuto il progetto”
Nel mirino, in particolare, il comportamento dell’amministrazione durante l’iter del ricorso. Come ricordano Gaffeo e Biasin, il decreto regionale poi annullato era stato rilasciato anche sulla base del parere favorevole del Comune di Rovigo e senza un confronto preventivo con i residenti della frazione.
Non solo. In Consiglio comunale, il 6 marzo 2025, era stata presentata una mozione per chiedere al Comune di sostenere il ricorso dei cittadini contro l’impianto. Una proposta bocciata dalla maggioranza. Nel corso di quella seduta, alla quale hanno assistito molti cittadini di Sarzano, la Sindaca dopo aver premesso che riteneva “... imbarazzante dover ritornare in quest‘aula a ridire purtroppo la solita litania“ ha anche aggiunto “Voi, se volete fare ricorso, siamo in democrazia siete liberi di farlo, Vi auguro per i soldi che spenderete di vincerlo“.
“La mozione aveva lo scopo di riavvicinare il Comune ai cittadini di Sarzano, che si erano sentiti completamente ignorati”, sottolinea Biasin.
La scelta di costituirsi al Tar
Il passaggio più contestato resta però quello successivo: la decisione della giunta di costituirsi davanti al Tar chiedendo il rigetto del ricorso presentato da cittadini e WWF.
Una scelta che, per l’opposizione, non può essere derubricata a semplice atto tecnico.
“Costituirsi in giudizio contro i propri cittadini è una decisione politica precisa – è la linea di Civica per Rovigo – che ha di fatto collocato l’amministrazione a sostegno del progetto privato”.
Una posizione che, alla luce della sentenza, viene oggi riletta come un errore.
“I cittadini avevano ragione”
Gaffeo e Biasin evidenziano come il pronunciamento del Tar dia ragione a chi aveva sollevato dubbi sull’impianto, sia sul piano ambientale che su quello procedurale.
E rilanciano anche sul piano simbolico: “I soldi spesi dai cittadini per il ricorso sono stati ben investiti”, osserva Biasin, ricordando che la sentenza prevede la condanna alle spese per le parti soccombenti, tra cui anche il Comune di Rovigo .
Il nodo politico
Il punto centrale, però, resta politico. Per Civica per Rovigo, dietro la scelta di “fidarsi dei tecnici” si sarebbe in realtà nascosta una rinuncia al ruolo decisionale della politica.
“Fare politica significa scegliere”, è il messaggio. E in questo caso, secondo l’opposizione, l’amministrazione avrebbe scelto di non stare dalla parte dei cittadini.













