Bonifica, incontro con la consigliera Cestari: sul piatto subsidenza, energia e invasi

Sul piatto, una serie di questioni calde che i presidenti hanno rappresentato all’esponente di Palazzo Ferro Fini: in primis, il nodo relativo alla cosiddetta legge sulla subsidenza. In provincia di Rovigo i danni sono stati devastanti 

ROVIGO – Incontro istituzionale in Consorzio di Bonifica tra i vertici dell’ente e Laura Cestari. Nella sede di piazza Garibaldi i presidenti Roberto Branco (Adige Po) e Adriano Tugnolo (Delta del Po), affiancati dal direttore Giancarlo Mantovani  hanno ricevuto la consigliera regionale di Lega-LV Laura Cestari.

Sul piatto, una serie di questioni calde che i presidenti hanno rappresentato all’esponente di Palazzo Ferro Fini: in primis, il nodo relativo alla cosiddetta legge sulla subsidenza, che come noto riconosce annualmente  dal 2018 al 2024 circa 1,6 milioni di euro complessivamente  alle due realtà consorziali per il danno subito a seguito delle estrazioni di acque metanifere e che si auspica possa esser essere riconfermata dalla giunta lagunare anche per il settennato 2025-2032. “Il danno al territorio -affermano i presidenti – è ormai permanente, e la posizione contro  ulteriori estrazioni in terraferma è ferma e decisa  condivisa  in maniera unanime. Ci auguriamo di trovare la giusta attenzione da parte delle istituzioni.

In seconda battuta si è discusso di energia: preoccupa il fatto che a fronte degli aumenti generali il contributo da parte della Regione sia stato ridimensionato nel tempo, da 1,2 milioni di euro a 170.000 euro per Adige Po e da 900.000 a 130.000 euro per il Delta del Po.

“Abbiamo bilanci risicati a causa delle bollette di energia elettrica che ormai incidono per il 50% sul bilancio – aggiungono Branco e Tugnolo: i consumi di energia elettrica sono funzionali a scaricare le acque in eccesso e derivare acque irrigue non solo alle aree agricole  ma a  tutto il territorio quindi svolgiamo un servizio fondamentale per l’intera comunità”.

Il breve faccia a faccia si è concluso con un focus sugli invasi. La posizione dell’ente è chiara: sono utili per contenere l’effetto di eventuali bombe d’acqua e necessari per accantonare il prezioso liquido in caso di criticità come quella vissuta la scorsa estate, la più siccitosa da anni. “Il nostro territorio non consente facilmente l’utilizzo di cave dismesse o la creazione di laghetti artificiali, per cui la soluzione trovata va nella direzione dell’allargamento delle sezioni dei canali, soluzione più rapida ed economica che oltretutto avrebbe benefici ambientali per la biodiversità (piante palustri, pesci, etc.)”, il parere del Consorzio.

Cestari, nel ribadire di essere a disposizione e nel recepire e far sue le indicazioni emerse nell’incontro, ha promesso attenzione alle varie problematiche e di farsi portavoce delle istanze consorziali nelle sedi competenti.

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