La fiduciaria veneta FITP per il wheelchair tennis promuove la macchina organizzativa della Badia Tennis Academy dopo il maltempo: «Disponibilità continua e ottima risposta anche a Castagnaro». In Veneto quattro tornei internazionali, mentre crescono i praticanti delle discipline di racchetta paralimpiche
⭐ Aggiungi Rovigo.News alle tue fonti preferite su Google News e ricevi ogni giorno le notizie del Polesine.

BADIA POLESINE – Un torneo capace di superare anche una giornata difficile come quella provocata dal maltempo e di dimostrare solidità organizzativa. È il giudizio di Alice Zapolla, fiduciaria veneta FITP per il wheelchair tennis, intervenuta durante la terza edizione del BTA Wheelchair Open 2026 organizzato dalla Badia Tennis Academy. «L’impressione è sicuramente quella di un torneo con una macchina organizzativa ben strutturata – ha spiegato Zapolla – con persone sempre disponibili, sia per quanto riguarda l’organizzazione sia per la manutenzione dei campi».

Un apprezzamento che assume ancora più valore dopo quanto accaduto nella giornata precedente, quando il maltempo aveva costretto a interrompere e riprogrammare numerosi incontri (LEGGI ARTICOLO). «Considerate le avversità del meteo del giorno prima, quello che è stato fatto oggi è stato incredibile».

La fiduciaria FITP ha sottolineato anche la buona partecipazione del pubblico, presente sia sui campi della Badia Tennis Academy sia a Castagnaro, dove una parte degli incontri è stata trasferita per consentire il recupero delle gare rinviate. «Sicuramente è una piccola realtà che ha dato una grande prova di quello che è riuscita a organizzare», ha aggiunto Zapolla.

Il BTA Wheelchair Open si inserisce in un panorama veneto che, sul fronte dei tornei internazionali di tennis in carrozzina, presenta ormai una struttura consolidata. «In Veneto ci sono quattro tornei internazionali – ha spiegato – quello della Canottieri Padova, che è quello di grado più elevato, quindi Badia Polesine, già arrivato alla terza edizione, poi Montecchio Maggiore a metà settembre e Schio tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre».

Il Veneto può quindi contare su due appuntamenti in provincia di Vicenza, uno in provincia di Rovigo e uno a Padova, confermandosi un territorio particolarmente attivo nel movimento wheelchair. E i numeri, secondo Zapolla, raccontano una disciplina in forte espansione. «A livello nazionale il wheelchair tennis è sicuramente in crescita. Rispetto a un paio di anni fa i numeri sono quasi raddoppiati».

Una tendenza che trova conferma anche a livello regionale: «In Veneto abbiamo più di 130 tesserati con disabilità che praticano le discipline di racchetta, mentre un paio d’anni fa erano circa la metà».

Una crescita che non riguarda soltanto il tennis. Il movimento paralimpico delle racchette guarda infatti anche al wheelchair padel, che non rappresenta più soltanto una prospettiva futura. «Più che futuro è già realtà – ha chiarito Zapolla – quest’anno abbiamo organizzato un open day in provincia di Vicenza e uno in provincia di Verona e ci sono già alcuni tesserati che praticano wheelchair padel».

Un segnale ulteriore di come l’offerta sportiva dedicata alle persone con disabilità stia progressivamente ampliandosi, costruendo nuove occasioni di pratica e aggregazione.

E proprio l’esperienza di Badia Polesine, secondo il giudizio della rappresentante FITP, dimostra come anche una realtà territoriale di dimensioni contenute possa ritagliarsi un ruolo significativo nel circuito internazionale grazie a organizzazione, volontariato, capacità di accoglienza e continuità nel progetto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie