ROVIGO – L’emergenza caldo arriva anche nelle fabbriche del Polesine e spinge le organizzazioni sindacali a chiedere un intervento immediato delle istituzioni. Le segreterie provinciali di Fim Cisl Padova-Rovigo, Fiom Cgil Rovigo e Uilm Uil Rovigo hanno inviato una richiesta formale al Prefetto di Rovigo, dott.ssa Franca Tancredi, sollecitando l’apertura urgente di un tavolo di confronto dedicato alla sicurezza dei lavoratori negli ambienti industriali durante le ondate di calore.
La richiesta è stata trasmessa anche ai principali enti competenti, tra cui Ulss 5 Polesana, Spisal, Inail, Inps, Ispettorato Territoriale del Lavoro e Confindustria Veneto Est, con l’obiettivo di individuare misure condivise per affrontare una situazione che, secondo i sindacati, rischia di aggravarsi ulteriormente.
Secondo le organizzazioni sindacali, le norme oggi in vigore risultano efficaci soprattutto per le attività svolte all’aperto, mentre lasciano prive di strumenti adeguati la maggior parte delle lavorazioni industriali svolte in ambienti chiusi, dove le temperature possono raggiungere livelli estremamente elevati.
Nella lettera si sottolinea come il cambiamento climatico rappresenti ormai una sfida strutturale per il comparto manifatturiero. Molti stabilimenti, infatti, sono stati progettati in anni in cui isolamento termico e gestione del microclima non costituivano priorità costruttive, rendendo oggi particolarmente difficile garantire condizioni di lavoro sicure durante i periodi di caldo intenso.
I sindacati riconoscono che negli ultimi anni sono stati introdotti diversi accorgimenti, come pause aggiuntive, maggiore idratazione e sistemi di raffrescamento, ma ritengono che queste misure non siano più sufficienti di fronte all’aumento delle temperature.
Per questo chiedono interventi su due livelli: nell’immediato, attraverso strumenti economici che consentano di sostenere il reddito dei lavoratori in caso di sospensione temporanea delle attività ; nel lungo periodo, con investimenti strutturali destinati a rendere gli impianti industriali più adeguati alle nuove condizioni climatiche.
Le organizzazioni sindacali evidenziano inoltre la necessità di creare uno spazio stabile di confronto tra istituzioni, enti di controllo e rappresentanze delle imprese, così da individuare soluzioni condivise e prevenire situazioni di rischio.
Nella parte conclusiva della richiesta viene lanciato anche un chiaro avvertimento. In assenza di risposte concrete, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm ritengono che, nei casi in cui il caldo renda impossibile proseguire l’attività lavorativa in condizioni di sicurezza, l’unica alternativa possa essere la sospensione del lavoro, pur consapevoli delle pesanti ricadute che una simile decisione avrebbe sull’organizzazione delle aziende e su un comparto industriale già alle prese con le difficoltà economiche e le tensioni del contesto internazionale.
Le sigle sindacali confidano ora in una rapida convocazione del tavolo da parte della Prefettura di Rovigo, nella convinzione che la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori debba rappresentare una priorità condivisa da istituzioni e sistema produttivo.
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One Comment
Una cosa è certa:che i sindacalisti nei loro freschi uffici non hanno nulla da temere!! anche perchè non è che abbiano tanto lavoro di fatica…