ROVIGO – I lavoratori della Geodis di Villamarzana (Rovigo) hanno incassato giovedì 30 marzo la solidarietà del presidente della Provincia, Enrico Ferrarese, e del vice presidente Graziano Azzalin.
130 lavoratori del grande centro di smistamento rischiano di rimanere senza lavoro dal 1 agosto, il polo Geodis polesano, infatti, lavora con la monocommittenza di Amazon. La multinazionale già da giorni non invia materiale, una sorta di ‘stacco della spina’.
Nella sede della Provincia Pieralberto Colombo, Segretario Generale Cgil Rovigo e Matteo Poretti, segretario Generale Filt Rovigo, all’esterno alcuni lavoratori ed un lungo striscione “Amazon se ne va: 130 famiglie senza futuro”.

Lavoratori e Sindacati hanno annunciato una manifestazione-presidio proprio davanti al colosso dell’e-commerce tra San Bellino e Castelgulielmo lunedì 3 aprile dalle 9.
Dopo lo sciopero e la protesta davanti al capannone di Villamarzana, si alza il tiro.
“Abbiamo rappresentato alla Provincia di Rovigo – ha spiegato Matteo Poretti, segretario Generale Filt Rovigo – le problematiche in merito alla vertenza che c’è per i 130 lavoratori della Geodis di Villamarzana che operano per il cliente Amazon, dopo il passaggio che abbiamo fatto in Regione. Amazon ritiene di non avere nulla a che fare con la questione, abbiamo buoni motivi per pensare invece che debba tornare a quel tavolo, l’unica maniera per salvare i 130 posti di lavoro è che il colosso dell’e-commerce ci ripensi”.
“Chiamiamo a raccolta tutto il Polesine, abbiamo inviato una lettera a tutte le autorità politiche e sociali, culturali ed istituzionali perchè è una mobilitazione che deve riguardare tutto il territorio. Non ci sono solo 130 posti di lavoro, quasi tutte famiglie polesane, questo territorio non deve essere un luogo dove arrivano le multinazionali e creano un lavoro precario che dura 7 anni, e poi salutano lasciando un immobile di 44 mila metri quadri completamente vuoto, lasciando l’onere di sistemare 130 lavoratori. Il Polesine non si può permettere questo, non è un’area metropolitana, non possiamo permetterci che diventi un cimitero di capannoni vuoti”.
I lavoratori hanno aderito unitariamente alla manifestazione di lunedì 3 aprile, in gioco c’è il loro futuro. L’economia mordi e fuggi non può essere una strategia vincente, il Polesine è un territorio generoso, non lo merita.
Il 22 di aprile i lavoratori dovranno percepire lo stipendio di marzo, ma già oggi il lavoro non c’è più, si dovranno attivare rapidamente gli ammortizzatori sociali per dare un aiuto immediato. Geodis si è impegnata a tornare al tavolo regionale, “anche la Magistratura sta verificando il caso, tutti chiedono a Geodis di non fermarsi. A noi interessa poco il motivo per cui si è chiuso il rapporto commerciale con Amazon, ci preoccupa il futuro delle famiglie coinvolte, e del Polesine. Quesi 130 lavoratori sono stati assunti perchè arrivava Amazon”.
Amazon ha due magazzini che non gestisce direttamente, uno è quello di Villamarzana, l’altro è in Lombardia, il mondo della logistica cerca di comprimere il costo, ma a che prezzo? Accordi integrativi mai rispettati, commesse al ribasso continuo, lavoratori all’interno di cooperative che lottano per i propri diritti essenziali. Lo scenario è molto preoccupante.



















