ROVIGO – Lo scorso 18 giugno Cgil e Uil non hanno firmato la preintesa per il rinnovo del Contratto nazionale collettivo della Sanità Pubblica 2022/2024 con piena consapevolezza e convinzione.
“Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti per recuperare il potere d’acquisto eroso negli anni. A fronte di un’inflazione che sfiora il 17% netto, l’aumento complessivo proposto si ferma a un irrisorio 6% lordo. L’incremento salariale promesso di 172 euro lordi mensili si tradurrà, di fatto, in meno di 50 euro netti in busta paga: un risultato inadeguato rispetto alla mole di lavoro e alle responsabilità che gravano sulle lavoratrici e i lavoratori del comparto mentre, le indennità ferme da oltre 20 anni, sono indegne: 1,80 euro lordi all’ora per la pronta disponibilità, 2,55 euro lordi per il turno festivo e così via.
I lavoratori sono costretti a ricorrere in modo eccessivo a straordinari e prestazioni aggiuntive per ottenere un salario dignitoso, spesso superando i limiti normativi e mettendo a rischio la loro salute e sicurezza” dichiarano Riccardo Mantovan, Segretario Generale di Fp Cgil Rovigo, e Cristiano Maria Pavarin, Segretario Generale di Uil-Fpl Rovigo.
“Chi ha firmato, ovvero Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up, si assume una responsabilità pesante: quella di aver legittimato un contratto debole e lontano dai bisogni reali di chi lavora nella sanità.
Chi ha firmato ha di fatto voltato le spalle a chi ogni giorno, con competenza e dedizione, garantisce il diritto alla salute all’intera collettività ” commentano Mantovan e Pavarin.
“L’ex segretario generale della Cisl Luigi Sbarra è entrato nella squadra di Governo, attraverso l’incarico di sottosegretario. A noi non interessano posti di Governo. A noi interessano i lavoratori e questa è l’unica prospettiva in base alla quale va valutata una trattativa. E in base alla quale bisogna dire no a trattative al ribasso.
Il rinnovo di contratto proposto non garantisce diritti esigibili, tutele concrete e, soprattutto, un adeguato riconoscimento economico e quindi non valorizza il personale sanitario e socio-sanitario, tecnico e amministrativo.
Per questo noi come Uil Fpl e Fp Cgil, a differenza di altri non abbiamo abbassato la testa, non ci siamo piegati alle imposizioni del Governo, attento ai social, pronto a lanciare spot e in prima fila per garantire i privilegi di pochi, ma sordo quando si tratta di parlare di diritti collettivi e, in particolare, delle giuste rivendicazioni e necessità di chi lavora per garantire la salute di tutti. In Polesine parliamo di 2800 dipendenti del comparto sanità dell’Ulss 5 Polesana” concludono Mantovan per Fp Cgil Rovigo e Pavarin per Uil-Fpl Rovigo.













