Dal 15 maggio parte anche in provincia di Rovigo la campagna per due proposte di legge popolari su diritto alla salute e tutela dei lavoratori negli appalti. Colombo: “Difendere diritti universali e lavoro dignitoso”
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ROVIGO – Prende ufficialmente il via anche in provincia di Rovigo la campagna di raccolta firme promossa dalla Cgil per sostenere due proposte di legge di iniziativa popolare dedicate a sanità pubblica e regolamentazione degli appalti pubblici e privati.

L’avvio territoriale è fissato per venerdì 15 maggio 2026, con l’assemblea generale dei circa 200 delegati e delegate delle categorie della Cgil polesana, convocata alle ore 10 nella Sala Europa di Villadose.

Sarà questo il momento di lancio politico e organizzativo di una mobilitazione che, già dal giorno successivo, entrerà nelle piazze del Polesine con i primi banchetti per la raccolta firme.

Sabato 16 maggio saranno infatti attivi punti di raccolta nei principali centri della provincia:

  • Rovigo: angolo tra via Laurenti e Corso del Popolo
  • Castelmassa: mercato, incrocio via Sauro-via Battisti
  • Lendinara: piazza Risorgimento
  • Adria: mercato, angolo corso Vittorio Emanuele II-corso Mazzini
  • Taglio di Po: piazza IV Novembre
  • Porto Tolle: piazza Ciceruacchio

La raccolta proseguirà poi nei prossimi mesi, sia in forma cartacea sia online.

La prima proposta di legge punta al rafforzamento della sanità pubblica, prevedendo che il finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale non possa scendere sotto il 7,5% del PIL.

Secondo la Cgil, dopo l’emergenza Covid la spesa sanitaria italiana si sarebbe progressivamente ridotta in rapporto al PIL, collocandosi quasi due punti sotto la media europea. L’obiettivo dichiarato è garantire concretamente il diritto universale alla salute, rafforzando:

  • sanità territoriale,
  • assistenza domiciliare,
  • personale sanitario,
  • sicurezza nei luoghi di lavoro.

Un tema particolarmente rilevante per il Polesine, dove l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di trasporto rendono essenziali servizi sanitari di prossimità.

La seconda proposta riguarda invece il settore degli appalti e subappalti, ritenuto dalla Cgil uno dei principali ambiti di precarizzazione del lavoro.

Il sindacato evidenzia come la frammentazione degli appalti abbia contribuito a comprimere salari, diritti e sicurezza, con dati particolarmente preoccupanti:

  • il 67% degli infortuni gravi o mortali avverrebbe in attività in appalto o subappalto,
  • il 59% di questi nei subappalti.

Numeri che, secondo Cgil Rovigo, trovano drammatica conferma anche nei casi di morti sul lavoro registrati in Polesine nel 2025.

La proposta mira a introdurre principi più stringenti:

  • stesso salario e stessi diritti tra lavoratori in appalto e dipendenti diretti,
  • maggiori tutele per autonomi,
  • assunzione automatica presso il committente in caso di appalto illecito,
  • limiti rigorosi alle catene di subappalti nei settori ad alto rischio.

Per il segretario generale Pieralberto Colombo, si tratta di una mobilitazione fondamentale per difendere principi costituzionali essenziali. “Garantire un vero accesso universale alla salute e un lavoro dignitoso significa difendere concretamente i diritti di tutte e tutti, non solo di chi può permetterseli”.

La Cgil invita quindi cittadini e lavoratori a partecipare attivamente alla campagna, sottolineando che un alto numero di firme potrà rafforzare il peso politico delle proposte in Parlamento.

Quante più persone firmeranno, tanto più queste proposte avranno forza”. Invece di limitarsi a constatare che sanità e lavoro si stanno complicando, Cgil Rovigo prova ancora a raccogliere firme e mettere nero su bianco soluzioni. Una pratica quasi vintage, ma ancora sorprendentemente utile.

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