PADOVA – L’agricoltura come motore economico e presidio ambientale del Veneto. È questo il messaggio che Cia Veneto ha voluto consegnare al candidato presidente Alberto Stefani durante l’incontro svoltosi questa mattina all’Hotel Crowne Plaza di Padova, nel corso del quale il presidente regionale Gianmichele Passarini ha illustrato il documento programmatico con le istanze del mondo agricolo in vista delle prossime elezioni regionali.
“Sessantasettemila imprese attive, un fatturato annuo di quasi otto miliardi e una produzione agroalimentare tra le più rilevanti d’Italia ed Europa – ha ricordato Passarini –. L’agricoltura non è solo economia, ma presidio del territorio e garanzia di sicurezza alimentare per i cittadini.”
Il Veneto, ha sottolineato Cia, è una regione agricola d’eccellenza, dalle produzioni vitivinicole e lattiero-casearie alle filiere ortofrutticole e cerealicole, fino alle aree interne e montane che mantengono vivo il tessuto rurale. Ma servono scelte coraggiose e lungimiranti.
Acqua e territorio: priorità assolute
Tra i primi temi affrontati, la gestione della risorsa idrica: Cia chiede un piano regionale per invasi e fitodepurazione, la definizione di un bilancio idrico regionale e il rafforzamento dei Consorzi di bonifica come soggetti di riferimento per la gestione integrata dell’acqua.
Passarini ha poi ribadito la necessità di una legge nazionale contro il consumo di suolo, promuovendo il riutilizzo delle aree già cementificate, e di un’azione regionale forte sul fronte del fotovoltaico sostenibile, limitando gli impianti a tetti, capannoni e aree marginali.
“Non possiamo permetterci di sacrificare i terreni agricoli di pregio o i paesaggi rurali del Veneto – ha affermato –. La transizione energetica deve essere compatibile con la tutela del territorio.”
Giovani, donne e semplificazione
Nel documento consegnato a Stefani, la Confederazione ha posto grande enfasi sul ricambio generazionale e sulla parità di genere nel settore. Tra le richieste, l’aumento dei fondi per il primo insediamento dei giovani agricoltori, una legge regionale per l’imprenditoria femminile e la creazione di un ufficio permanente per le politiche agricole delle donne.
Altro capitolo cruciale, la semplificazione burocratica: quasi un terzo del tempo degli agricoltori, denuncia Cia, viene oggi assorbito da pratiche amministrative. Da qui la proposta di un tavolo tecnico regionale per la semplificazione, con il coinvolgimento delle organizzazioni di categoria.
Fauna selvatica, parassiti e infrastrutture rurali
Il documento include anche la richiesta di una legge regionale unica sulla gestione della fauna selvatica, con misure di contenimento e prevenzione dei danni, e di un piano straordinario contro la cimice asiatica e altri parassiti.
Cia propone inoltre la creazione di una struttura regionale dedicata alla valorizzazione dei marchi Dop, Doc e Igp veneti e di un programma di manutenzione delle strade rurali e forestali, insieme al potenziamento della rete digitale e telefonica nelle aree più isolate.
Pesca e fondi europei: le incognite future
Particolare attenzione anche al settore della pesca e dell’acquacoltura, colpito da eventi calamitosi e biologici come il granchio blu. Cia chiede la creazione di un fondo regionale straordinario di sostegno per le imprese coinvolte.
Sul tavolo resta infine la preoccupazione per il possibile taglio del 30% dei fondi PAC 2028–2034, che potrebbe avere effetti devastanti sul comparto.
“Ridurre ancora le risorse significa colpire un settore che produce cibo, tutela il paesaggio e presidia il territorio – ha concluso Passarini –. L’agricoltura veneta è un motore di sviluppo: la politica deve garantirle strumenti e prospettive concrete, indipendentemente dagli schieramenti.”

















