ROVIGO – Dopo l’intervento dell’avvocato Palmiro Franco Tosini sul tema del cimitero islamico (LEGGI ARTICOLO), nel dibattito politico rodigino interviene anche il collega avvocato Ezio Conchi, capogruppo della lista civica Cambia Rovigo, che prende una posizione netta contro l’ipotesi di spazi cimiteriali separati su base religiosa.
Conchi parte da un ragionamento volutamente provocatorio: se fosse la comunità cristiana a chiedere un cimitero separato, distinto da quello esistente per evitare il contatto con altre religioni, quale sarebbe la reazione? «Verrebbero giustamente accusati di razzismo, isolazionismo, autoghettizzazione e mancanza di volontà di integrazione», osserva il consigliere. Per coerenza, aggiunge, la stessa risposta dovrebbe valere per qualsiasi comunità religiosa o anche atea.
Secondo Conchi, tanto dovrebbe bastare per chiudere una polemica che va avanti da settimane. Ma il capogruppo civico va oltre e richiama l’esperienza concreta dei cimiteri cittadini: «Nei nostri cimiteri non ci sono mai state liti tra persone di religioni diverse. Tutti hanno lo stesso diritto alla sepoltura e ciascuno può pregare o non pregare i propri cari come ritiene più opportuno». Anche chi rifiuta riti religiosi, sottolinea, deve poterlo fare senza problemi.
Il punto centrale, per Conchi, è il rispetto delle leggi italiane: «La sepoltura deve avvenire nel rispetto delle norme dello Stato, non delle singole professioni religiose». Dedicare spazi separati all’interno del cimitero per una confessione specifica – musulmani oggi, ma potenzialmente anche cristiani, ortodossi, ebrei, induisti o buddisti domani – rischierebbe, a suo avviso, di aprire un precedente pericoloso. «Domani qualcuno potrebbe chiedere separazioni anche nelle scuole, nelle palestre, nelle piscine o nello sport».
La conclusione è un appello a non caricare di significati divisivi un luogo che dovrebbe unire nel rispetto: «Ognuno è libero di professare la propria fede come crede, purché nel pieno rispetto delle leggi italiane. Lasciamo che i nostri cari riposino in pace e non trasformiamoli in un nuovo terreno di scontro sociale».
Integrazione sì, ma senza compartimenti stagni. Perché iniziare a separare anche i morti, secondo Conchi, rischia di creare più problemi di quanti ne risolva.

















