ROVIGO – Si accende ulteriormente il confronto politico a Rovigo sul futuro del commercio e del centro storico, dopo le dichiarazioni emerse in consiglio comunale e le polemiche seguite all’intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia Aniello Piscopo.
A intervenire con toni duri è Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo si Ama, che accusa la maggioranza guidata dalla sindaca Valeria Cittadin di non avere una reale strategia per il rilancio della città e di essere sempre più concentrata su dinamiche interne anziché sui problemi concreti.
Nel corso del dibattito, Piscopo aveva sostenuto la necessità di organizzare eventi e iniziative per rendere più attrattivo il centro storico, ma aveva anche sottolineato come, a suo giudizio, il vero limite resti in molti casi la qualità insufficiente dell’offerta commerciale presente.
In sostanza, secondo il capogruppo meloniano, anche il miglior calendario di eventi rischierebbe di risultare inefficace se i negozi del centro non fossero in grado di offrire prodotti e servizi adeguati ad attrarre visitatori e consumatori.
Una posizione che ha suscitato forte irritazione tra commercianti ed esercenti, che si sono sentiti direttamente chiamati in causa e penalizzati da una lettura considerata riduttiva delle difficoltà del settore.

Frigato raccoglie e rilancia questa protesta.
“È inaccettabile che si scarichino sui commercianti responsabilità che sono anzitutto politiche – afferma –. Da anni il commercio cittadino è lasciato senza una visione, senza incentivi strutturali, senza una pianificazione seria su parcheggi, accessibilità, decoro e sviluppo”.
Secondo l’opposizione, il problema del centro storico non può essere ridotto alla sola qualità dell’offerta privata, ma va letto all’interno di una più ampia assenza di progettualità pubblica.
“L’amministrazione continua a spendere senza una strategia chiara, mentre il centro perde attività, vitalità e attrattività”.
Per Frigato, le parole di Piscopo rappresentano il segnale di una linea politica che tende a spostare il focus dai limiti amministrativi alle responsabilità degli operatori economici. “Così si rischia di offendere chi ogni giorno investe, lavora e cerca di resistere in una situazione già difficilissima”.
Il capogruppo civico evidenzia come, negli ultimi cinque anni, oltre 110 attività abbiano abbassato le saracinesche, mentre l’amministrazione continua a incassare oltre un milione di euro dai parcheggi senza restituire servizi e investimenti adeguati. Nel mirino resta anche la crescente instabilità politica interna alla maggioranza (LEGGI ARTICOLO).
“La sindaca è sempre più sola, impegnata a gestire tensioni, rimpasti e polemiche, mentre Rovigo continua a perdere terreno”.
Il dibattito sul commercio si conferma così uno dei fronti più sensibili della politica rodigina, dove rilancio economico, qualità urbana e capacità amministrativa diventano elementi centrali per il futuro del capoluogo.













