ROVIGO – Le dimissioni dell’assessore al Bilancio Giuliana Bregolin dalla Giunta guidata dalla sindaca Valeria Cittadin (LEGGI ARTICOLO) continuano a scuotere il panorama politico cittadino. A intervenire è Federico Frigato, capogruppo della lista civica “Rovigo si ama”, che legge l’addio dell’ex assessore come l’ennesima conferma dello stato di difficoltà dell’attuale amministrazione comunale.
Secondo Frigato, Rovigo vive una fase di profonda instabilità: «La città è in balia dell’umoralità. Si vive alla giornata, in un clima di tutti contro tutti che sta ridicolizzando Rovigo e la sua storia e che compromette qualsiasi prospettiva seria e concreta a favore dei cittadini». Un contesto che, a suo giudizio, rende impossibile costruire una progettualità solida per il futuro.
Nel commentare le dimissioni, Frigato riconosce a Bregolin «coraggio e onestà intellettuale» per aver descritto ciò che, a suo dire, si cela dietro l’immagine pubblica dell’amministrazione: «Ha avuto il merito di andare oltre la facciata social fatta di foto e sorrisi».
Il capogruppo richiama anche le difficoltà che l’ex assessore avrebbe incontrato fin dall’inizio del mandato, strette – secondo la sua lettura (LEGGI ARTICOLO) – in una situazione definita “particolare” legata al ruolo della sindaca e della dirigente comunale, sorelle Cittadin, una condizione che, pur non configurando un conflitto di interessi, inciderebbe sul funzionamento della consiliatura.
Frigato entra poi nel merito delle dichiarazioni politiche contenute nelle parole di Bregolin, sottolineando alcuni passaggi che ritiene particolarmente gravi: decisioni di bilancio e manovre strategiche assunte con un’impostazione esclusivamente tecnica, senza una visione politica condivisa; una maggioranza e una giunta che non lavorerebbero in modo collegiale per il bene della città, ma seguendo logiche individuali; e, soprattutto, interrogativi ancora aperti su presunte interferenze nei rapporti tra assessori e sindaca.
«Quando l’ex assessore afferma che non poteva avvicinare la sindaca perché “qualcuno si metteva in mezzo”, a chi si riferisce? – chiede Frigato – E quando parla di una possibile “cabina di regia esterna”, esiste davvero? Da chi sarebbe composta?». A ciò si aggiunge il riferimento a variazioni di bilancio «non sempre del tutto chiare», un’affermazione che, secondo il capogruppo, non può essere archiviata senza spiegazioni.
Il quadro che emerge, per Frigato, è «davvero pesante» e impone un’assunzione di responsabilità istituzionale da parte della prima cittadina. «Questa volta la sindaca ha il dovere di spiegare cosa stia accadendo, non solo al Consiglio comunale ma a tutta la città», afferma.
Ai cittadini, conclude Frigato, «interessa poco il valzer degli assessori o i giochi interni alla maggioranza. Interessa capire che il “meraviglioso mondo di Valeria” non esiste e che dentro il palazzo comunale progetti e idee per Rovigo non sono, e non sono mai stati, all’ordine del giorno». E avverte: «Il timer è scattato».

















