ROVIGO – Una sala Gran Guardia partecipata e un confronto ampio, trasversale, con istituzioni e associazioni di categoria sedute allo stesso tavolo. È questo il segnale arrivato dall’incontro pubblico organizzato ieri sera da Matteo Zangirolami, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia ed ex assessore al commercio, dedicato al futuro del commercio di prossimità e alla crisi che sta svuotando il centro storico di Rovigo (LEGGI ARTICOLO).
All’appuntamento hanno aderito numerosi commercianti e rappresentanti del tessuto economico locale, oltre a diversi amministratori anche da altri comuni del Polesine, come Adria e Lendinara. Presente anche la sindaca Valeria Cittadin, a testimonianza di un tema che supera gli schieramenti e riguarda la tenuta stessa della città.
Al tavolo dei relatori, insieme a Zangirolami, erano presenti Vittorio Ceccato per Confesercenti, il presidente di Confcommercio Rovigo Stefano Pattaro, Emanuela Carlini per Cna Padova-Rovigo, Marco Campion per Confartigianato e l’assessore comunale al commercio Erika De Luca. Durante l’incontro sono intervenuti l’assessore regionale del Veneto Valeria Mantovan ed il senatore Bartolomeo Amidei, commissario provinciale di Fdi in Polesine.
La premessa condivisa è chiara: la desertificazione commerciale non è un problema esclusivo di Rovigo, ma riguarda molti centri storici italiani ed europei. Per affrontarlo, è stato ribadito, serve una strategia complessiva che coinvolga pubblico e privato, categorie economiche, credito, turismo, cultura e politiche urbane.
Zangirolami ha quindi presentato una serie di proposte operative per un possibile piano di rilancio. “La priorità assoluta – ha sottolineato – è affidare l’incarico per il progetto del Distretto del Commercio da presentare in Regione. Non possiamo più permetterci di perdere occasioni importanti”.
Tra i punti indicati anche un fondo di rotazione per sostenere i negozi di vicinato, con contributi al 50% a fondo perduto e il resto tramite prestiti agevolati, la riduzione del 50% della tassa di occupazione del suolo pubblico, contratti di locazione calmierati e la creazione di un portale online delle attività commerciali con l’introduzione di una gift card cittadina.
Accanto agli incentivi economici, è emersa la necessità di rendere Rovigo più attrattiva anche sul piano urbanistico e sociale: interventi su Piano di assetto territoriale e viabilità sostenibile, un calendario stabile di eventi culturali e turistici, maggiore decoro urbano e politiche abitative in grado di favorire il ritorno di giovani famiglie in centro.
Le associazioni di categoria, pur apprezzando l’impostazione, hanno evidenziato anche la necessità di norme più restrittive per contrastare abusivismo e gli effetti delle liberalizzazioni, che negli anni hanno inciso sulla competitività del piccolo commercio.
Nel dibattito sono stati richiamati inoltre temi come i flussi turistici, il miglioramento del trasporto pubblico, la creazione di parcheggi vicini al centro, la rigenerazione dei grandi vuoti urbani e percorsi formativi per accompagnare i commercianti nell’aggiornamento continuo della professione.
Una serata che ha messo al centro non solo l’emergenza delle serrande abbassate, ma soprattutto l’urgenza di una visione condivisa. Perché, come emerso con forza, senza un centro storico vivo e abitato, anche l’identità e il futuro della città rischiano di perdere pezzi.


















