ROVIGO – Si è tenuto in Prefettura l’incontro chiesto dalle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil (LEGGI ARTICOLO) nell’ambito dello stato d’agitazione proclamato per la situazione in cui versa l’Iras.
“Non possiamo non ringraziare il Prefetto Clemente di Nuzzo ed il vice Rosa Correale per l’attenzione che stanno rivolgendo a questo tema e sottolineiamo di aver percepito un un clima più disteso nei rapporti tra Comune e Iras – affermano in una nota unitaria i segretari Davide Benazzo, Franco Maisto, Cristiano Maria Pavarin di Cgil, Cisl e Uil – uno spirito di collaborazione che precedentemente invece sembrava essere carente. Vogliamo anche sottolineare come al tavolo sia stato riconosciuto ed evidenziato il ruolo importante del sindacato e dei lavoratori che con la loro azione hanno stimolato le parti, attraverso il tavolo prefettizio, l’incontro a Venezia con l’assessore Manuela Lanzarin e poi Rovigo con il presidente Luca Zaia, a trovare una soluzione in tempi ragionevoli.
Soluzione che, comunque vada, non sembra poterci lasciare soddisfatti. Da quanto ci è stato illustrato ieri, infatti, la strada sembrerebbe essere stata individuata fra due alternative: la prima prevede la dismissione integrale di Casa Serena da parte di Iras, con la perdita dei 100 posti accreditati, con un aumento del numero degli ospiti a San Bortolo, ma con un numero di esuberi ancora da quantificare; la seconda, invece, prevede la nascita di una srl esterna nella quale far transitare i contratti dei lavoratori, esternalizzandoli e privatizzandoli, in modo da generare risparmi i scala comprimendo le retribuzioni.
Le due soluzioni che ci sono state prospettate confluiranno in due possibili piani industriali, che saranno oggetto di puntuali valutazioni. In attesa di capire quale sarà l’indirizzo e l’articolazione del piano industriale, non possiamo non esprimere già da ora come entrambe le ipotesi non ci soddisfino affatto, non tutelando né i lavoratori né i servizi. In particolare, respingiamo come inaccettabile l’ipotesi della gestione privatistica che è un modo per scaricare sulle spalle dei lavoratori problemi che altri hanno creato. Per questo manteniamo in essere lo stato di agitazione” affermano i sindacati.
“Ovviamente la nostra priorità è quella di dare continuità all’Ente salvaguardando tutti i posti di lavoro, diretti e dell’indotto, perché l’Iras rappresenta una forza produttiva importante, ma anche e soprattutto una realtà che garantisce servizi fondamentali per il territorio – concludono Benazzo, Maisto e Pavarin – Un ruolo importante l’avranno anche i fondi Pnrr e la sinergia tra diversi soggetti istituzionali: Ater, Regione, Ulss Polesana, Comuni, eccetera.
Temiamo che Iras possa essere l’avvio di un processo diverso di gestione delle strutture assistenziali pubbliche. Serve, in questo senso, che il territorio, attraverso le istituzioni, affronti il tema complessivo dell’assistenza per trovare una condivisione dei percorsi”.
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