Iras pronta ad uscire da Casa Serena per lasciare tutto al Comune di Rovigo

Iras pronta a vendere Casa Serena al Comune di Rovigo. Il commissario Zanon ha affermato ai sindacati: "entro il 30 giugno o si chiude l’accordo o salta la tenuta dell’Ente con le banche"

ROVIGO – I sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, in maniera unitaria, comunicano l’esito dell’incontro avuto in data odierna con il commissario regionale Ezio Zanon ed il direttore di Iras Luca Avanzi.

Il commissario Zanon ha affermato ai sindacati: “entro il 30 giugno o si chiude l’accordo o salta la tenuta dell’Ente con le banche”. Davide Benazzo, Franco Maisto e Maria Cristiano Pavarin per le tre sigle denunciano una situazione in continuo peggioramento che rischia a portare l’ente a non avere più un futuro.

“Al compimento, fra un paio di mesi del sesto anno di commissariamento dell’Iras, l’attuale gestione diretta dall’avvocato Ezio Zanon punta dritto ad un accordo di programma con l’attuale sindaco Edoardo Gaffeo per uno scenario purtroppo ipotizzato nei corridoi e che si sta materializzando sempre più nitidamente: la dismissione dei servizi a Casa Serena per concentrare tutto a San Bortolo.

Non immediatamente ma con una gradualità che ha poco da far felici le decine di lavoratori che attualmente garantiscono i servizi giorno e notte tutto l’anno” afferma Davide Benazzo segretario generale di Fp Cgil Rovigo.
“La data del 30 giugno è quella ipotizzata dal commissario Zanon quale termine ultimo per addivenire ad una firma per il passaggio di tutta Casa Serena al Comune di Rovigo a fronte del pagamento di circa 3,2 milioni di euro che l’amministrazione Gaffeo ha già a disposizione, cifra che, in parte andrebbe a mitigare la grave situazione debitoria in cui versa la storica Rsa della città”.

Con questa manovra dovrebbero a loro volta essere concentrati i servizi di assistenza socio sanitaria suddivisi oggi fra le due strutture, prevalentemente su San Bortolo, secondo quanto riferito dai sindacati dopo la riunione con l’Iras.

“Siamo di fronte ad uno scenario a dir poco disastroso – afferma Davide Benazzo segretario generale della Cgil di Rovigo che continua – in questi anni abbiamo subito la situazione con una continua altalena di posizioni spesse volte opposte fra Comune e Iras, con solo elemento comune della situazione che man mano si è aggravata e che sta ponendo ancora di più scenari oscuri sul futuro. Non siamo in grado di poter comprendere la situazione nel suo complesso perché ad ogni incontro abbiamo notizie e colpi di scena che hanno un effetto dirompente sulle maestranze. Ricordiamo decine e decine di donne e di uomini che ogni giorno assicurano servizi di qualità. Crediamo sia necessario avere più informazioni per poter tutelare i loro diritti”.

La situazione secondo le sigle sta precipitando e riferiscono che nell’Ente circolano da settimane voci che il batti e ribatti fra Comune e Iras e la Regione stia allungando oltremodo i tempi senza che una soluzione possa emergere con garanzie di continuità per i servizi. E da qui l’allarme sulla tenuta dei bilanci della Rsa già provata da debiti e da pagamenti ai fornitori in ritardo.

“La vicenda che si è protratta negli ultimi mesi e che ha caratterizzato il rapporto fra gestione commissariale Iras ed il Sindaco del Comune rischia di portare la Rsa, con i sui quasi 400 posti letto ad una compressione delle sue potenzialità – afferma Cristiano Pavarin segretario della Uil Fpl di Rovigo – di certo noi abbiamo bisogno di partecipare fattivamente alla processo in corso ed invece assistiamo a continui rimpalli da una parte all’altra dove a farne le spese sono le decne di lavoratrici di cui una buona parte precaria che adesso non sa che peso dare a queste novità: un ente che sembra voler concentrare i servizi a San Bortolo con una inevitabile e secondo noi irreversibile dismissione di Casa Serena, se fosse così sarebbe una perdita per la Città”.

“Già nei prossimi giorni dovrebbero stringersi gli ultimi atti per arrivare ad un accordo fra Iras e Comune di Rovigo per pronunciare la parola fine al continuo inseguire di un risultato finora soo ipotizzato e spesse volte cambiato da una riunione all’altra” commentano unitariamente i sindacati.
“Una data che dovrebbe consentire un “salvagente” per i tanti lavoratori che potrebbero, secondo il commissario diventare “euberi” è il 16 maggio quando si incontreranno con l’Ulss 5 per stabilire un eventuale canale di uscita da Casa Serena verso l’ospedale per tutte le persone che attualmente prestano servizio in tale istituto.

Certo che le notizie apprese nell’ultimo incontro non fanno altro che disorientare tutta la componente lavorativa, sottolinea Franco Maisto della CISL FP – siamo passati da un progetto di risanamento con investimenti Ater alla possibilità della esternalizzazione dei servizi ed ora alla prossima uscita di Iras da Casa Serena. Quello che più preoccupa è ogni fare di sei mesi in sei mesi ha determinato un cambio di posizione con l’ultima versione del progetto che sembra un ritiro delle trattative per ridimensionare un Ente pubblico che negli anni ha sempre assicurato lavoro e servizi.

Vi è bisogno di un cambio di passo di un salto di qualità e tutte le sigle sindacali hanno chiesto ciò”.

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