Consegnate alla comunità due opere di Amedeo Bianchi in memoria di Gastone Fantato

Le due opere, di proprietà della famiglia d’origine di Fantato, sono state consegnate dalla vedova Annalisa Marini, parole di gratitudine del sindaco di Badia Polesine (Rovigo)

BADIA POLESINE (Rovigo) – Sono state consegnate, nella sala consiliare, due opere del badiese Amedeo Bianchi donate in memoria di Gastone Fantato. Si tratta di due dipinti a olio, realizzati nel 1908 uno dei quali raffigura l’Adigetto. Sono stati collocati ai lati d’entrata della sala consiliare del Municipio interamente affrescata dallo stesso Bianchi nel 1909. La sala è stata restaurata negli anni ottanta a cura del prof. Ivan Tardivello ed è ritenuta dal Sindaco “Forse la più bella di tutta la provincia”.

Le due opere, di proprietà della famiglia d’origine di Fantato, sono state consegnate dalla vedova Annalisa Marini “…intepretando quella che era stata una precisa volontà di Gastone”.

Giovanni Rossi ha usato parole di gratitudine per il dono che commemora una persona alla quale è stato particolarmente legato. E ripercorrendo le vicende salienti delle tre esperienze di Gastone come Sindaco di Badia (la prima a soli 26 anni), il Primo cittadino ha ricordato come senza Fantato Lui oggi non farebbe il sindaco. “Mi cooptò nel 2009 e con la sua rettitudine morale mi ha fatto da maestro in anni particolarmente difficili spesi per il risanamento del Comune”. 

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Dopo un breve intervento di saluto dell’assessore alla cultura Valeria Targa, la vedova di Fantato ha illustrato al numeroso pubblico presente, il significato degli affreschi che circondano la campata della sala.

Il coordinatore provinciale del sistema bibliotecario provinciale Alfredo Sigolo infine ha spiegato l’opera di Bianchi collocandolo in un contesto culturale nel quale, se non è possibile fare una storia dell’arte polesana, è sicuramente possibile parlare delle storie degli artisti polesani nel mondo. Formatosi all’Accademia Albertina, dalla quale ricevette la medaglia d’oro per il valore delle sue opere, Amedeo Bianchi riuscì a svolgere parallelamente all’attività artistica quella di insegnante. Soggiornò ad Aosta, mentre a Catania, nel 1913, ebbe modo di conoscere e di ritrarre Giovanni Verga, prima del definitivo trasferimento a Venezia, dove morì nel 1949.

Ad Amedeo Bianchi sarà intitolata una strada nella zona nord di Badia, verso Colombano.

Ugo Mariano Brasioli

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