Bocciata la mozione per dichiarare il capoluogo di Rovigo città antifascista ed anche quella per il ricorso al Tar contro l'impianto di Sarzano

ROVIGO – La proposta della minoranza (LEGGI ARTICOLO) è stata bocciata. “Questa iniziativa serve solo ad attaccarci” ha commentato la sindaca Valeria Cittadin e di conseguenza il capoluogo polesano non non sarà dichiarato “città antifascista”.
Non solo, ma l’amministrazione Cittadin non appoggerà il ventilato ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar del Veneto) o al Capo dello Stato contro l’autorizzazione rilasciata dalla Regione all’impianto per la produzione di biometano in via Calatafimi a Sarzano (LEGGI ARTICOLO).

Il consiglio comunale di Rovigo ha bocciato le due mozioni presentate dalle minoranze che hanno dato vita a un lungo dibattito. La mozione per dichiarare Rovigo “città antifascista” presentata dai consiglieri Diego Crivellari, Elena Biasin, Andrea Borgato, Federico Frigato, Palmiro Tosini, Edoardo Gaffeo, Roberto Tovo ed Elena Rossi è stata bocciata con 18 No e 7 Sì (Gaffeo, assente giustificato).

La sindaca Valeria Cittadin nel proprio intervento ha ribadito: “Sono antifascista, e lo è tutta la giunta e tutta la maggioranza. Siamo anti-totalitaristi, compreso il comunismo. Questa è una mozione strumentale, lo dimostra che nel dibattito si è citato quanto capitato al capogruppo FdI Renato Campanile in modo da darci dei fascisti”.

“Il fascismo è finito nel 1945” ha dichiarato Marco Venuto di FdI, sostenuto anche da Riccardo Ruggero della Lega. Dalla maggioranza i consiglieri hanno ricordato che “la legislazione italiana ha strumenti solidi in materia”, il civico della lista Cittadin Edoardo Lubian, e che “l’Italia ha gli anticorpi contro il fascismo”, Paolo Avezzù di Forza Italia.

Le votazioni per l’impianto per la produzione di biometano in frazione a Rovigo hanno riportato lo stesso esito, 8 Sì e 16 No. Bocciata la mozione che chiedeva all’amministrazione Cittadin di sostenere un eventuale rcorso al Tar o al Capo dello Stato contro l’autorizzazione regionale, già rilasciata al proponente l’impianto. Dominga Milan (lista Cittadin) ha spiegato che “in assenza di dati concreti e fattuali sul possibile inquinamento dell’impianto non possiamo esprimerci”.

La posizione di “fiducia nei tecnici” già espressa dalla sindaca è stata riportata in consiglio comunale, condivisa dalla maggioranza.

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