Elisa De Berti, Consigliera regionale con delega alle Infrastrutture, ha visitato lunedì 18 maggio l’importante realtà consortile ortofrutticola di via Bronziero.

BADIA POLESINE (Rovigo) – La Consigliera regionale con delega alle Infrastrutture, Elisa De Berti, invitata dal presidente della Coop Lungadige di Badia Polesine, Luciano Dacome, ha visitato lunedì 18 maggio l’importante realtà consortile ortofrutticola di via Bronziero.

Lungadige”, raccoglie un’ottantina di soci per lo più dislocati sull’asse dell’Adige, da cui ha mutuato il nome per identificare il territorio d’appartenenza. Riunisce infatti imprenditori agricoli del Veronese e delle aree limitrofe nelle province di Padova, Vicenza e Rovigo.

Ad accogliere la De Berti, oltre al presidente Dacome, c’erano la vicepresidente Sabrina Chinaglia, l’assessore vicesindaco di Badia Stefano Segantin (che ha manifestato la vicinanza dell’Amministrazione alla Coop “Una risorsa territoriale ed un volano economico”), il direttore Andrea Sordo, i consiglieri Michele Faccioli, Michele Giusti, Elia Gugole ed alcune collaboratici. 


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Alla rappresentante regionale sono state illustrate le eccellenze della cooperativa, prospettandole un progetto per contrastare la concorrenza interna ed internazionale di Polacchi, sudafricani ed ora, col Mercosur, del Sudamerica.

Lungadige è nota per commercializzare l’ortofrutta locale (mele, pere e, in quota residua kiwi e pesche), partecipando in un pool di cooperative e privati a valorizzare il marchio “Mela di Verona”, per il quale è in itinere la procedura per ottenere il riconoscimento Igp Ministeriale. Nel frattempo utilizza il brand aderendo al “Sistema di Qualità Verificata” regionale, all’interno del gruppo del Consorzio Ortofrutticolo Padano e collabora con atenei italiani per lo sviluppo di una frutticultura non impattante, puntando molto sul biologico, residuo zero e lotta integrata, compresi.

Dopo aver acquistato all’asta la Coap (Cooperativa ortofrutticola Alto Polesine) per 900 milioni, Lungadige ha investito sul fotovoltaico, sui macchinari, intervenendo anche sugli immobili il cui valore andrebbe rivalutato ma “Servirebbe il sostegno dalla politica per avere un credito agevolato (come avvenne nel periodo pandemico Covid), calcolato sul vero valore dell’investimento”.

La realtà badiese vorrebbe infatti acquisire un hub commerciale cooperativo (similmente a quanto avviene nel Trentino) per restituire competitività alla trasformazione in omogeneizzati, prodotti per la prima infanzia e mense ospedaliere. “Per questa acquisizione, la Regione potrebbe farsi garante del credito necessario, a fronte della sostenibilità del progetto presentato”.

“La Regione – ha ricordato il Presidente Dacomepromuove il marchioQualità verificata e SQNPI”, due distinti sistemi di certificazione agroalimentare che garantiscono pratiche agricole sostenibili e controllate, ma il problema è l’affermazione del prodotto in un mercato interno difficile e in decrescita, complicato dall’aumento dei costi di fertilizzanti, gasolio per autotrazione ed energia elettrica”.  Ecco che la Regione potrebbe inserire delle clausole funzionali alla commercializzazione dei prodotti locali. “Non è un problema di protezionismo – ha sostenuto il presidente – ma di una certificazione che protegga la filiera offrendo alle mense un prodotto sicuro e che nel contempo difenda la produzione locale …esattamente come avviene altrove nel Nord Italia”.

Con l’acquisizione di un hub commercialeSaremmo in una condizione di filiera sostenibile – ha integrato il direttore Andrea Sordousufruendo di un’industria di trasformazione che consentirebbe di ampliare l’offerta di prodotti ortofrutticoli elaborati e pronti, oggi sempre più richiesti dal mercato”.

Per la realizzazione di questa idea “La Regione potrebbe farsi garante del credito necessario, a fronte della sostenibilità del progetto presentato”.

L’esponente politica, già sindaco di Isola Rizza, conosce bene il territorio ed i problemi del mondo agricolo da cui proviene, per cui ascoltando le richieste e le proposte ha potuto confrontarsi con cognizione di causa con lo staff dirigente di Coop Lungadige. 

La complessità delle problematiche esposte ha imposto però cautela nelle risposte della De Berti, che ha tuttavia assicurato il proprio interessamento nelle sedi legislative regionali competenti.

Ugo Mariano Brasioli

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