ROVIGO – Rovigo prova a serrare le fila per evitare di perdere uno dei suoi presidi culturali più importanti. Dopo la notizia dell’intenzione dell’Agenzia del Demanio di trasferire l’Archivio di Stato a Padova, all’interno delle strutture dell’aeroporto “Allegri”, i consiglieri comunali Diego Crivellari (Partito Democratico) e Franco Palmiro Tosini hanno depositato questa mattina una mozione urgente che chiede alla giunta comunale di attivarsi immediatamente per scongiurare lo spostamento.
Un annuncio, quello del possibile trasferimento, che di fatto manderebbe in soffitta il progetto – avviato ormai quasi dieci anni fa – della Cittadella storico-archivistica-erariale nell’ex caserma “Silvestri”, complesso dismesso dal Ministero della Difesa nel 2015 e individuato come area strategica per ospitare Agenzia delle Entrate, Catasto, Archivio notarile e Archivio di Stato.

«La perdita dell’Archivio di Stato – scrivono Crivellari e Tosini – costituirebbe non solo un impoverimento materiale, ma segnerebbe un arretramento simbolico e culturale per Rovigo e per l’intero Polesine». Gli Archivi di Stato, ricordano nella mozione, sono presenti in 102 capoluoghi italiani e custodiscono documenti essenziali della memoria amministrativa e identitaria del Paese.
La proposta dei due consiglieri impegna il sindaco Valeria Cittadin, la giunta e gli assessori competenti a promuovere da subito tutte le iniziative politiche e istituzionali necessarie per impedire il trasferimento, attivando un confronto con Demanio, Ministero e istituzioni sovraordinate.
Non solo: Crivellari e Tosini chiedono anche di coinvolgere l’intero territorio polesano, dai Comuni alle rappresentanze parlamentari e regionali, affinché si costruisca una posizione unitaria capace di dare forza alla richiesta rodigina. Il Consiglio comunale dovrà essere aggiornato in modo tempestivo sugli sviluppi.
La mozione arriva a poche ore dalle critiche espresse da associazioni civiche per la mancata tutela del progetto “Silvestri”, percepito come l’ennesima occasione persa di rigenerazione urbana per un’area da 33.000 mq nel cuore della città (LEGGI ARTICOLO). Ora la palla passa all’amministrazione, chiamata a dimostrare se esista davvero una volontà politica di difendere uno dei presìdi culturali più identitari del capoluogo.













