Secondo il circolo di Rovigo del Pd la proposta risulta incomprensibile ed il Partito democratico chiede chiarezza in consiglio comunale

ROVIGO – Non piace al Partito democratico di Rovigo la proposta illustrata in commissione consiliare dal sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, e sostenuta dalla sua maggioranza, che ricalca l’idea già espressa da Ater al tempo della ricerca dell’accordo con Ulss 5 Polesana e Regione del Veneto per la demolizione di Casa Serena.
La proposta deriva dalla stima fatta dai soggetti impegnati nella costruzione di nuovi alloggi per studenti, Ater appunto, e nella sistemazione di Casa Serena per offrire spazi e servizi ad Ulss 5 Polesana, in capo al Comune di Rovigo, che si sarebbe impegnata di affittarne i locali sistemati.
Mettendo insieme i due preventivi di spesa si sarebbe arrivati a circa 30 milioni di euro, tanto sarrebbe valso demolire tutto e ricostruire al bisogno.

Da qui la proposta formulata dall’amministrazione Gaffeo: demolizione ed indennizzo ad Iras, che è ancora convenzionata con il Comune di Rovigo per l’uso e la manutenzione di Casa Serena, di 1,6 milioni di euro, gli stessi che Gaffeo aveva proposto durante il consiglio comunale aperto al Censer all’ex commissario straordinario regionale Ezio Zanon (600.000 mila euro subito ed 1 milione dopo qualche mese) che ha sempre considerato insufficienti per sanare il profondo buco di bilancio di Iras che la Regione durante il lungo commissariamento, ancora in corso, non era riuscita a ripianare.

Iras ha sempre voluto di più, motivo dello stallo tra Comune e l’ente assistenziale prossimo al dissesto, tanto da coinvolgere altri soggetti, Regione, Ater, Ulss 5 Polesana, Esu dell’Università, per consentire al Comune di Rovigo, all’interno di un accordo tra vari soggetti, di superare quella soglia di corresponsione definita, al tempo, insufficiente per salvare Iras dalla liquidazione. La proposta avanzata dal Comune di Rovigo alla fine non ha trovato la sua realizzazione per la modifica da parte di Regione ed Ater degli impegni e non è stata approvata dal consiglio comunale nella sua forma modificata che avrebbe portato gli impegni del Comune da 9 milioni inizialmente proposti ad altre 11.

Il piano industriale di Iras oggi vede accesa la luce in fondo al tunnel, con l’abbandono di Casa Serena e la decisione assunta da Iras di avviare una esternalizzazione ai privati per ridurre il costo del lavoro e salvare l’occupazione, quindi il Comune di Rovigo ritorna a pensare al proprio bene, Casa Serena, inutilizzata, per evitare alle generazioni future di ritrovarsi un ex Maddalena bis.

Siamo amareggiati dalla leggerezza con cui il sindaco Edoardo Gaffeo sta gestendo la questione Iras e Casa Serena. Crediamo servano serietà e attenzione, tanto più per una partita così delicata e complessa, che riguarda i servizi ai nostri anziani ed il destino dei lavoratori che se ne occupano – afferma il circolo Pd di Rovigo guidato da Giacomo Prandini – Ci sentiamo presi in giro dal fatto che abbia proposto dal nulla di spendere 1,6 milioni di euro per abbattere Casa Serena dopo che per 4 anni si è promesso di rilanciarla attraverso maggiori servizi, l’ULSS e lo studentato. La richiesta di versare solo ora altrettanti 1,6 milioni a Iras, ormai sulla strada della privatizzazione, è invece a dir poco incomprensibile.

A luglio il Partito Democratico aveva chiesto al sindaco, con una delibera presentata da altri consiglieri di opposizione, di utilizzare i 3,2 milioni di euro accantonati per salvare la casa di riposo, trascinare Iras fuori dai debiti e avviarne il rilancio, a tutela dei lavoratori e degli ospiti. Ci era stato risposto che oltre a non non essere possibile era pure illegittimo.
Ora apprendiamo che si può fare: nessun problema tecnico o di legittimità. Versare quell’oltre milione e mezzo a un’Iras ormai prossima a diventare dei privati non incontra alcun ostacolo. Ostacoli che invece c’erano quando si chiedeva di mantenerla pubblica.

Non accettiamo colpi di mano e forzature. Spendere 3,2 milioni per demolire e privatizzare anziché salvaguardare un servizio pubblico è opposto agli ideali del Partito Democratico. Chiediamo chiarezza da parte del sindaco, non solo a promesse a favore di telecamera, ma nei fatti.

Chiediamo altresì che si renda edotto l’intero Consiglio Comunale dei lavori svolti dal primo cittadino e dalla sua giunta negli ultimi mesi: vorremo sapere come ha ottemperato alla promessa di continuare a fare di tutto per il futuro di Iras” conclude il circolo Pd di Rovigo.

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