La FemiCz Rovigo impone ritmo e fisicità dall’inizio alla fine. Il Petrarca nella ripresa non segna nemmeno un punto (30-6)

ROVIGO – La Derby d’Italia del rugby parla rossoblù. La Femi-CZ Rovigo travolge il Petrarca Padova con un netto 30-6 e manda un segnale forte al campionato. Una vittoria costruita su intensità, organizzazione e una superiorità evidente nelle fasi chiave del gioco.

LEGGI LA CRONACA DI FEMICZ ROVIGO – PETRARCA

LEGGI LE PAROLE DI COACH GIAZZON

LEGGI LE PAROLE DI JIMENEZ, TROTTA, LECCIOLI E FOURCADE

LEGGI L’ARTICOLO SUI CAMPIONI D’ITALIA DEL 2016

LEGGI L’ARTICOLO SU GRAZIANO DRAGO

Il primo tempo è un monologo dei padroni di casa, che però raccolgono meno di quanto prodotto. “Nel primo tempo potevamo probabilmente segnare molto di più. Abbiamo avuto un dominio”, ammette senza giri di parole il capo allenatore Davide Giazzon.

Il tecnico va oltre il punteggio e rivendica la prestazione complessiva: “Non mi nascondo: credo che Rovigo abbia dominato Padova. Non per il risultato, ma per come siamo stati in tutte le aree del campo, soprattutto nel breakdown”.

Una superiorità costruita azione dopo azione, anche se non sempre concretizzata: “Abbiamo avuto occasioni chiare, multifasi lunghissime, ma la palla a volte non voleva entrare. Però la squadra ha imposto il gioco”.

Il bonus sfuma nel finale, ma il risultato non cambia la sostanza. “Se ieri mi avessero detto che finiva così, non ci avrei creduto. Ora sì. Ma dobbiamo ancora metabolizzare”, sottolinea Giazzon, richiamando alla lucidità dopo un successo pesante.

Strategia e lavoro settimanale

Dietro la vittoria c’è una preparazione precisa, anche mentale. L’eliminazione dalla coppa ha lasciato il segno: “Ci bruciava essere fuori, quindi il nostro focus è tutto sul campionato. Questi punti possono darci un vantaggio importante”.

L’obiettivo è chiaro: chiudere tra le prime due per garantirsi il fattore campo nelle fasi decisive.

Sul piano tattico, Rovigo ha scelto di limitare il gioco al piede per non concedere armi agli avversari: “Abbiamo calciato poco, anche per non dare opportunità con il piede ai loro uomini migliori”.

La chiave: difesa e breakdown

A fare la differenza è stata soprattutto la fase difensiva. “Il breakdown e il line speed sono stati la chiave della partita”, spiega Giazzon. Pressione costante e linea difensiva aggressiva hanno tolto riferimenti al Petrarca.

Prestazione collettiva che il tecnico tiene a sottolineare: “Non è il lavoro dei 23, ma di tutti i 40 che si allenano da settimane. Senza chi resta fuori, partite così non si preparano”.

Gerarchie e scelte

Spazio anche alle scelte di formazione, con Giazzon chiaro sul meritocratico: “Io non regalo niente a nessuno. I ragazzi devono guadagnarsi il posto in settimana”.

E sulle singole prestazioni, Oliver superlativo, ma citare solo lui, dimenticando Casado Sandri e Fourcade, non dà la dimensione della prestazione corale dei Bersaglieri: “Se un mediano può giocare così, è perché il lavoro degli altri sul punto d’incontro è stato eccellente”.

Sguardo avanti

Nonostante il successo, il tecnico predica prudenza. “Non abbiamo fatto niente. Il campionato è lungo e la prossima è sempre la più importante”.

All’orizzonte c’è già una nuova battaglia, mentre la classifica resta cortissima: “Siamo in cinque lì davanti. Ogni partita può cambiare tutto”.

Rovigo si gode il derby, ma il messaggio è chiaro: la strada è ancora lunga. E per restare in vetta servirà la stessa intensità mostrata contro Padova.

Giorgio Achilli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

Ultime notizie