ROVIGO – Nel pieno di una fase delicata per l’amministrazione comunale di Rovigo, le dimissioni dell’assessore al Bilancio Giuliana Bregolin (LEGGI ARTICOLO) diventano, secondo Antonio Rossini, molto più di un semplice avvicendamento politico. Per il capogruppo della lista civica Noi per Rovigo si tratta di un gesto che merita «rispetto e onore», perché segnato da coerenza e dignità personale.
Rossini sottolinea come, a differenza delle precedenti crisi interne, questa volta sia l’ex assessore a compiere una scelta netta di sfiducia politica nei confronti della sindaca Valeria Cittadin. Una decisione che comporta la rinuncia a un assessorato di peso e a un compenso rilevante, senza cercare mediazioni o compromessi.
«In un contesto in cui c’è chi è disposto a smentire se stesso pur di ottenere una nomina – osserva Rossini – la scelta di Bregolin rappresenta un gesto raro. Ha preferito lasciare tutto piuttosto che sacrificare i propri principi».
Da qui l’invito diretto alla sindaca a fermarsi e riflettere. Secondo Rossini, Cittadin dovrebbe interrogarsi seriamente sulle ragioni che, in appena un anno e mezzo di mandato, hanno impedito la costruzione di un clima stabile di collaborazione e confronto all’interno del Consiglio comunale.
Il caso Bregolin, per Rossini, è emblematico: «Parliamo di una persona seria e competente, con un forte senso della dignità personale e professionale. Se anche lei ha deciso di fare un passo indietro, significa che non era più disposta ad accettare compromessi».
Un segnale politico che, nelle parole del capogruppo civico, dovrebbe spingere l’amministrazione a un esame di coscienza, prima che le tensioni interne si trasformino definitivamente in un pantano politico dal quale diventa sempre più difficile uscire.

















