Ci proverà il deputato Angelo Bonelli (Verdi) a presentare due modifiche al Decreto, salvo che la maggioranza alla Camera non chieda il voto di fiducia sul testo già approvato in Senato

ROVIGO – Il 26 gennaio 2024 scadranno i termini per la conversione in legge del Decreto Legge Energia approvato in Consiglio dei Ministri e che va a normare definitivamente anche le possibili estrazioni di gas al largo del Delta del Po.

“Ovviamente sarebbe auspicabile saltassero tali termini – afferma Vanni Destro per il Comitato Polesine No trivelle – ma sappiamo sarà praticamente impossibile, per cui abbiamo ritenuto doveroso ed indispensabile come Polesine No Trivelle provare ad emendare il testo del DL Energia che verrà votato alla Camera dei Deputati per rendere meno facile fare prospezioni ed estrazioni nell’area deltina che già ha subito notevoli danni in termini di subsidenza e degli effetti a questa conseguenti.

Abbiamo chiesto al deputato Angelo Bonelli, con il quale abbiamo interlocuzione da diversi lustri, fin dai tempi della lotta al carbone Enel a Polesine Camerini, che già diversi mesi fa aveva fatto, su nostra richiesta, un’interrogazione al Ministro Pichetto Fratin sullo stato dell’arte e dalla cui risposta abbiamo realizzato che il Governo era intenzionato a proseguire sulla via delle estrazioni, di presentare due emendamenti per modificare il suddetto decreto.

Il primo è all’articolo 2 e chiede che sulle concessioni il parere della Regione Veneto, sentiti i tecnici incaricati della valutazione sui progetti, sia ostativo.

Il secondo, all’art. 5, chiede sia prevista una congrua fidejussione finaanziaria a copertura di possibili danni alle attività economiche (pesca, agricoltura e turismo) e all’aggravio dei cisti di bonifica conseguenti ad ulteriore subsidebza indotta.

Questi emendamenti sarebbero proponibili soltanto nel caso in cui non venisse posta la fiducia sul voto e sarebbe auspicabile ottenessero il consenso e il voto trasversale da parte dei parlamentari veneti di ogni appartenenza nel segno di un’interesse superiore volto alla difesa del territorio e di un’area unica in Italia qual’è il Delta del Po.

Noi, indipendentemente dall’esito della votazione, ma speriamo sia positivo, saremo con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali, la società civile e le associazioni ambientaliste in piazza ad Adria il 3 febbraio per ribadire la nostra contrarietà alle trivelle.

Invitiamo tutti i cittadini che hanno a cuore il futuro del proprio territorio ad unirsi alla manifestazione, apolitica e non violenta, per fare sentire forte la nostra voce e farla arrivare fino a Roma” conclude Vanni Destro per Polesine No Trivelle.

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