ROVIGO – Prosegue il confronto sul progetto Ecopol per la realizzazione di un impianto di desorbimento termico nell’area dell’ex inceneritore di via Amendola. Dopo la pubblicazione delle controdeduzioni dell’azienda alle 129 osservazioni presentate da enti pubblici, associazioni e cittadini, arriva la replica di Vanni Destro, esponente dei Comitati polesani a difesa di salute e ambiente e iscritto a Italia Nostra.
Le risposte di Ecopol: cosa sostiene l’azienda
Secondo Ecopol, che ritiene di aver fornito chiarimenti esaustivi su tutti i principali rilievi emersi durante la fase istruttoria, in sintesi, l’azienda sostiene che:
- il progetto consentirebbe di trasformare rifiuti contaminati in materiali recuperabili, riducendo il conferimento in discarica;
- le emissioni in atmosfera sarebbero conformi ai limiti di legge e non determinerebbero ricadute significative sui terreni agricoli circostanti;
- il sistema impiantistico, basato sul desorbimento termico, sarebbe diverso dall’incenerimento tradizionale;
- il monitoraggio ambientale previsto garantirebbe il controllo continuo delle emissioni;
- la viabilità proposta migliorerebbe la sicurezza rispetto alla situazione attuale;
- l’area individuata sarebbe già destinata ad attività industriali e quindi compatibile con l’intervento proposto.
L’azienda ritiene pertanto di aver superato le criticità evidenziate nelle osservazioni presentate da Provincia, Comuni, associazioni ambientaliste e cittadini.
La replica di Destro
Una lettura che non convince Vanni Destro. «Ecopol risponde alle osservazioni presentate da associazioni ambientaliste, Comuni e Provincia di Rovigo e afferma di aver chiarito ogni punto su cui le osservazioni sono state mosse, nega ogni possibile criticità e sostiene, in pratica, che dall’impianto uscirà aria pura, cosa che alla presentazione del progetto avevano saggiamente evitato di affermare», commenta.
Secondo l’attivista ambientalista, il procedimento entra ora in una fase decisiva. «Adesso toccherà al Comitato VIA autorizzare o meno il progetto e, in ogni caso, gli eventuali ricorsi sono già sul tavolo pronti a partire».
Il ruolo della politica
Destro richiama poi una riflessione avanzata dall’avvocato Matteo Ceruti sul ruolo dell’amministrazione comunale. «Interessante la nota dell’avvocato Matteo Ceruti che sottolinea, in buona sostanza, il fatto che l’amministrazione comunale rodigina, oltre ad attenersi alle conclusioni tecniche, debba ai suoi cittadini una presa di posizione politica».
Una posizione che, secondo Destro, non può essere sostituita esclusivamente dalle valutazioni degli uffici e degli organismi tecnici.
“Cosa c’entrano questi impianti con il territorio?”
L’esponente dei comitati allarga infine il ragionamento anche ad altri progetti industriali recentemente proposti nel territorio polesano. «Resta quindi, per questo impianto come per quello della lana di roccia a Sant’Apollinare, aperta la domanda: cosa c’entrano col territorio visto che in entrambi i casi non vi sono materiali da trattare disponibili in zona?».
Da qui una seconda questione, che i comitati ritengono centrale. «Rimane da capire per quale ragione ogni impianto potenzialmente nocivo rifiutato altrove finisca qui».
Un interrogativo che, secondo Destro, richiede una risposta non solo tecnica ma anche politica, mentre il procedimento autorizzativo prosegue e si attende la decisione finale degli organismi competenti.
















