ROVIGO – Non solo Coldiretti (LEGGI ARTICOLO) e non solo i Comuni confinanti (LEGGI ARTICOLO): sul progetto Ecopol (impianto di desorbimento termico per il trattamento di rifiuti speciali anche pericolosi previsto lungo la SR88) arrivano anche le osservazioni della Federazione provinciale di Rifondazione Comunista. Un documento “articolato”, trasmesso agli enti competenti, che punta a un obiettivo netto: rigetto integrale del progetto, ritenuto “incompatibile con il territorio polesano”.
Nel comunicato, Rifondazione parla di “criticità gravi, diffuse e non superabili” e colloca la questione su un piano più ampio: salute pubblica, tutela ambientale, vocazione agricola e paesaggistica del Polesine.
Variante urbanistica “impropria”: “Si scavalca il Consiglio comunale”
Uno dei punti più duri riguarda l’impianto urbanistico-amministrativo dell’operazione. Rifondazione contesta “con forza” l’uso della variante urbanistica ex art. 208, definita una scorciatoia per “aggirare la pianificazione comunale”. Tradotto: per il partito l’area non è destinata a impianti industriali complessi e la deroga richiesta sarebbe “una forzatura” che riduce il ruolo del Consiglio comunale.
Agricoltura di pregio: “Rischio reputazionale per Lusia IGP e Aglio DOP”
Altro nodo: la collocazione dell’impianto in un contesto agricolo “tra i più delicati”, dove insistono produzioni certificate come Insalata di Lusia IGP e Aglio Bianco Polesano DOP. Rifondazione sottolinea che anche emissioni “entro i limiti” possono incidere sulla percezione di qualità, con possibili ricadute economiche e d’immagine per il comparto.
Falda e reflui: “Senza rete fognaria, la vasca Imhoff non basta”
Tra le criticità tecniche, il partito evidenzia l’assenza di rete fognaria e la scelta progettuale di dispersione dei reflui nel suolo tramite vasca Imhoff. Una soluzione giudicata “inadeguata e pericolosa” per un impianto che tratta rifiuti pericolosi: senza un sistema “chiuso e tracciabile”, secondo Rifondazione, aumenterebbe il rischio di contaminazione della falda.
Odori e VOC: “Valutazioni insufficienti e niente certezze sugli scenari critici”
Nel mirino anche lo studio sugli impatti in atmosfera. Rifondazione parla di valutazioni “insufficienti” su emissioni odorigenhe e VOC (composti organici volatili), indicando mancanze su:
- emissioni diffuse non convogliate,
- scenari di malfunzionamento dei sistemi di abbattimento,
- monitoraggi in continuo,
- impatti su abitazioni e colture circostanti.
In un territorio “già fragile dal punto di vista atmosferico”, l’impianto viene descritto come un rischio concreto per qualità dell’aria e vita quotidiana.
Paesaggio, platani vincolati e Villa Pisani
Rifondazione richiama anche la dimensione paesaggistica: l’impianto comporterebbe la rimozione di quattro platani appartenenti al filare vincolato della “Strada alberata Rovigo–Adria” e un impatto sui “coni visuali” verso Villa Pisani, bene storico citato come elemento sensibile.
Traffico pesante e sicurezza: “Viabilità già sotto pressione”
Altro capitolo: l’aumento di mezzi pesanti. Secondo Rifondazione l’impianto porterebbe un aggravio su sicurezza stradale e usura della viabilità locale, già considerata “messa alla prova”.
Principio di prossimità, energia e aria: “Troppe caselle vuote”
Il comunicato insiste su tre “buchi” considerati decisivi:
- principio di prossimità: “non è indicata la provenienza dei rifiuti” né valutate alternative localizzative, con il rischio di flussi da aree lontane;
- assenza di bilancio energetico: processo definito “energivoro” senza recupero termico;
- valutazione atmosferica incompleta: non considerate le emissioni del traffico indotto, lo stato della qualità dell’aria in Pianura Padana e le prescrizioni del Piano regionale di risanamento dell’aria.
La richiesta: “Rigetto del progetto”
La conclusione è una linea politica senza sfumature: “Questo impianto è incompatibile con il territorio polesano”, scrive Rifondazione, chiedendo agli enti competenti di rigettare integralmente il progetto Ecopol e “tutelare territorio, salute e produzioni agricole”.
Le osservazioni, trasmesse via PEC, vengono indicate come “a disposizione delle amministrazioni e della cittadinanza”. Per una vicenda che, a giudicare dalla sequenza di prese di posizione nelle ultime settimane, non ha nessuna intenzione di spegnersi. Anche perché, come spesso accade, quando ti giochi aria, terra e salute, la gente diventa improvvisamente meno paziente delle “procedure”. E ci mancherebbe.
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One Comment
sarebbe da chiedere ai kompagni: i permessi eventuali dati da piu’ amministrazioni,tra cui asl,vvFff,comuni,province e quantìaltro.di apparati burocratici, a che servono??