Un sistema di gestione del servizio sanitario nazionale completamente da rivedere secondo la candidata del Movimento 5 Stelle
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ROVIGO – L’incontro organizzato dalle Organizzazioni sindacali dei medici dell’Ulss 5 Polesana (LEGGI ARTICOLO), ha confermato quanto il Movimento 5 Stelle afferma da tempo ovvero che il sistema sanitario è sull’orlo del collasso dovuto alla mancata programmazione dei medici in prossimità del pensionamento, e di altri professionisti, e alle scelte politiche regionali che hanno depotenziato le strutture ospedaliere periferiche, sminuendo il loro ruolo fondamentale.
La situazione di gravità che sta investendo le tre strutture ospedaliere della Provincia, Adria, Rovigo e Trecenta, è stata descritta come quella di un “paziente in prognosi riservata”.

La candidata polesana Elena Suman dei Cinquestelle, sia all’uninominale che al plurinominale, ha illustrato i punti di programma del Movimento affermando che sono da intendersi come “presa di posizione imprescindibile per contrastare una situazione di ingestibilità mai fista finora nelle stre strutture, con pesanti ricadute sui servizi ai cittadini”.

Più Stato nella gestione.

Serve un chiaro ruolo di indirizzo, centrale. Restituire centralità e unitarietà al Sistema sanitario nazionale e superare l’attuale frammentazione in cui versano i servizi sanitari regionali, intervenendo con una revisione costituzionale che riporti allo Stato, in via esclusiva, la competenza in materia di tutela della salute.

Nuovi rapporti con le strutture sanitarie private.

La sanità privata deve essere integrativa della sanità pubblica e non sostitutiva: È necessario ridefinire il rapporto pubblico privato, nell’ottica del mantenimento della salute pubblica come cardine fondamentale del Sistema Sanitario Nazionale, all’interno di una relazione di natura complementare e collaborativa fra il sistema sanitario pubblico e le strutture private. 

Più medicina strutturata sul territorio.

Gli accessi alle strutture territoriali garantiranno che gli ospedali non vengano intasati da richieste sanitarie che posso essere erogate al di fuori dell’emergenza o della cura dei casi acuti.

Via la politica dalle nomine dei dirigenti.

Bisogna introdurre disposizioni volte a rescindere il legame che lega le nomine dei dirigenti della sanità alla politica, azzerando la discrezionalità, in capo ai presidenti di Regione, nell’individuazione dei direttori generali delle aziende sanitarie nonché le nomine dei direttori amministrativi, direttori sanitari, nonché ove previsto dalla legislazione regionale, i direttori dei servizi socio- sanitari, attraverso selezioni pubbliche e trasparenti e con selezione meritocratica.

Più valore ai contratti del personale sanitari.

E’ necessario avviare uno straordinario processo di assunzioni nel SSN, anche rivedendo il tetto di spesa per il personale per assicurare che il rapporto tra personale e paziente sia adeguato ai reali bisogni di cura e assistenza.

Più prevenzione.

Bisogna investire sulla prevenzione primaria (stili di vita, alimentazione, sport) e su quella secondaria (gli screening oncologici e la diagnostica preventiva).

E’ evidente che l’anello debole del sistema sanitario è il personale medico, tecnico e sanitario ed è proprio a loro che va riservata maggior valorizzazione e gratificazione economica per aver avuto il coraggio di resistere, nonostante tutto, a sostegno del Ssn” conclude la candidata Elena Suman.

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