POLESELLA (Rovigo) – La crisi energetica che stiamo vivendo riporta in primo piano il tema della diversificazione degli approvvigionamenti.
Tra le proposte più varie che stiamo ascoltando, riemerge anche quella di riprendere l’estrazione di gas e metano dalla pianura padana, territorio il cui sottosuolo sarebbe sede di modesti giacimenti di gas naturale.
“In passato, l’estrazione dello stesso fu causa di alcune problematiche ambientali come la subsidenza – sottolinea Leonardo Raito sindaco di Polesella – che, specie in Polesine, provocò non pochi grattacapi, con un territorio sprofondato di oltre 3 metri negli anni, e le ripercussioni pesanti sul sistema delle bonifiche e sul rischio idrogeologico. La complessità degli equilibri ambientali rischierebbe di vedersi minata nelle fondamenta anche se le estrazioni garantirebbero un apporto all’approvvigionamento nazionale quasi completamente dipendente dall’estero.
In una logica di rapporto tra benefici e costi, si tratta di un’operazione che potremo accettare? “Io credo che, dati i pregressi – sottolinea Raito – sarebbe bene avversare questa nuovo avventuriero tentativo. Insisterei di più sulle fonti rinnovabili, di certo più rispettose del nostro ecosistema mettendo in campo delle azioni di riduzione della burocrazia che rallenta gli investimenti in questo settore”.


















