La classe 5A del Liceo delle Scienze Umane dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine (Rovigo), il 29 e 30 maggio, accompagnata dalle docenti Rosanna Antoniolli e Tiziana Cosentino, ha partecipato al progetto “Una notte in trincea” della rete di Scuole Outdoor in Rete (Soir), di cui il Levi è capofila

BADIA POLESINE (Rovigo) – La classe 5A del Liceo delle Scienze Umane dell’IIS Primo Levi di Badia Polesine, nei giorni 29 e 30 maggio, accompagnata dalle docenti Rosanna Antoniolli e Tiziana Cosentino, ha partecipato al progetto “Una notte in trincea” della rete di Scuole Outdoor in Rete (Soir), di cui il Levi è capofila.  L’esperienza è iniziata sulla cima del monte Grappa, con la visita al Sacrario militare, alla galleria Vittorio Emanuele III e all’adiacente museo, anch’esso sul tema della prima guerra mondiale. 

Poi è iniziata la faticosa discesa verso il monte Palon con impervi sentieri a strapiombo sulle montagne, circondati dalle nuvole. Arrivati ad un rifugio gestito dagli alpini, ci siamo sistemati ed abbiamo visitato e percorso le trincee scavate durante la prima guerra mondiale con l’aiuto del docente Pierpaolo Traversari, referente dei progetti scuole Outdoor. “In seguito abbiamo visitato le baracche,  – racconta Luca, un studente – costruzioni di roccia risalenti alla guerra, dove i soldati pernottavano e dove anche alcuni di noi hanno coraggiosamente trascorso la notte, gli altri invece l’hanno passata nel rifugio che ci ha ospitati dormendo per terra, su tavoli o panchine.” Alla sera  ai ragazzi e alle docenti è stata fornita la cosiddetta “Razione K”, che prevedeva scatolette, pane e cioccolato e poi è stato dato spazio alle  riflessioni riguardo l’esperienza della guerra, con lettere, canzoni o testimonianze personali che  hanno permesso a tutti di immedesimarsi in quello che i soldati hanno provato. 

“Al mattino siamo stati incaricati di svolgere una riflessione personale – continua Alessia, una studentessa –  immedesimandoci nei giovani soldati che popolavano quei luoghi durante il primo conflitto mondiale. Questo momento ci ha permesso di distaccarci dalla nostra quotidianità e dai nostri comfort, capendo qual era la condizione alla quale erano costretti a vivere soldati a noi coetanei, strappati dalla loro giovinezza per servire la Patria. È stata un’esperienza faticosa, ma che ci ha reso estremamente soddisfatti del nostro lavoro e dei risultati che abbiamo ottenuto”.

“È stata un’esperienza  molto pesante fisicamente – commenta Rosanna Antoniolli – anche considerando che non tutti sono abituati al treking, ma è senza dubbio anche un’esperienza molto coinvolgente psicologicamente, che vale la pena riproporre. Nelle parole dei miei ragazzi ho sentito una profonda ammirazione per quei coetanei che diedero la vita per un ideale forte, di cui loro, forse oggi, sentono la mancanza. Rimane la convinzione che la metodologia outdoor, con il suo mix di fatica e riflessione, sia vincente e molto proficua per i ragazzi.”

“Le esperienze che le Soir propongono sono davvero meritevoli di ammirazione – confessa il Dirigente Scolastico Amos Golinelli – sia per il lavoro che richiedono da un prunto di vista della progettazione anche educatica, sia per il coinvolgimento fisico e mentale che richiedono a tutte le persone coinvolte. Oltre ai docenti e ai ragazzi ci sono gli stessi collaboratori della rete, che oltre ad essere esperti di treking e non solo, sono docenti in pensione spinti dalla passione per il loro lavoro, che probabilmente rimane viva, anche dopo. Non c’è classe che abbia vissuto una di queste esperienze che non sia tornata diversa, positivamente segnata e piena di entusiasmo. Essere capofila di questa rete è per noi motivo di orgoglio.”

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