La Corte dei Conti ha dato il suo parere positivo, la soddisfazione della consigliera regionale della provincia di Rovigo Laura Cestari “rischiava nel tempo di avere pesanti ripercussioni per decine di migliaia di professionisti”

VENEZIA – “Grande soddisfazione per aver contribuito, fosse anche solo in minima parte, al conseguimento di questo risultato”. Così la consigliera regionale Laura Cestari (Lega-LV) dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento che istituisce ufficialmente la nascita dell’Ordine Nazionale dei Fisioterapisti.

L’intervento della Cestari, che lo scorso 9 novembre aveva depositato una mozione ad hoc in Consiglio regionale nel tentativo di smuovere acque (LEGGI ARTICOLO), si era reso necessario dopo che al decreto con cui l’8 settembre precedente il Ministero della Salute riconosceva il nuovo Ordine non era però seguito il secondo step, necessario, ovvero la conseguente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale causa stop da parte della Corte dei Conti. 

Un vero e proprio “giallo” trascinatosi per alcune settimane e che rischiava nel tempo di avere pesanti ripercussioni per decine di migliaia di professionisti, inquadrati ormai di fatto a pieno titolo all’interno del Sistema Sanitario Nazionale: la consigliera regionale del Carroccio si era quindi immediatamente attivata presentando un documento con cui intendeva sensibilizzare e impegnare la Giunta lagunare, considerato l’importante contributo fornito da questa particolare categoria di “camici bianchi”.

“Apprendiamo oggi che finalmente – incalza la Cestari -, anche se con un po’ di ritardo, la Corte dei Conti ha dato il suo parere positivo con la pubblicazione del decreto stesso in Gazzetta. La mia non è solo la soddisfazione di un politico che ritiene di aver dato il suo piccolo contributo alla ‘causa’ tra la mozione e l’aver pungolato le strutture a Roma – voglio ricordare a tutti che in Italia i fisioterapisti oggi sono almeno 80mila -, ma anche e soprattutto quella di una cittadina che crede fermamente nel lavoro silenzioso delle donne e degli uomini che operano in campo sanitario, settore fondamentale per questo Paese come la recente emergenza Covid, appena lasciata alle spalle, ha dimostrato chiaramente a tutti, anche i più scettici”.

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