BADIA POLESINE (Rovigo) – Secondo l’onorevole Franco Manzato, membro della commissione agricoltura della Camera, intervenuto al convegno organizzato ieri dagli stati generali della Lega a sostegno della lista “Giovanni Rossi Sindaco”, il futuro dell’agroalimentare italiano sarà dei marchi commerciali.
Il titolo del convegno era “Le misure per l’agricoltura nel decreto rilancio – dal Veneto al Ministero”, durante il quale si è discusso delle strategie per combattere la crisi nella produzione agricola dal produttore al consumatore e della morsa delle Grande distribuzione organizzata.
L’endorsement a Giovanni Rossi, organizzato dall’onorevole Antonietta Giacometti, ha visto una corposa partecipazione di esponenti della Lega, dal commissario provinciale Guglielmo Ferrarese, all’onorevole Franco Manzato componente della commissione agricoltura della Camera, agli assessori regionali Cristiano Corazzari e Federico Caner, alle consigliere regionali Laura Cestari e Simona Bisaglia ed i candidati della lega in lista. Moderatore il presidente della cooperativa Villa Nani, Damiano Giacometti.
L’onorevole Vicesindaco ha introdotto il convegno spiegando come si sia voluto “mettere a confronto chi vive i problemi in modo diretto con chi cerca possibili soluzioni”, in un momento assai delicato come questo fra rincari nelle vendite al dettaglio e speculazioni.
Applauditi dal pubblico in sala Soffiantini sono stati gli interventi dei relatori che si sono alternati cercando di spiegare le possibili soluzioni ai problemi dell’agricoltura.
“Il tema è di estremo interesse per quanto riguarda il nostro territorio, – ha detto Corazzari – perché il Polesine è fortemente vocato all’agricoltura che qui rappresenta quasi il doppio della media regionale quindi parlarne, rappresenta un valore identitario per questo Polesine che è sempre stato il granaio del Veneto”. Corazzari ha ricordato la centralità del territorio che, nel caso Polesano, appare sicuro dal punto di vista idrogeologico solo grazie al lavoro degli agricoltori che ne sono i primi custodi. “Questo è il momento di ricordare il valore dell’agricoltura per costruire quella filiera forte che potrà far tornare il nostro Polesine protagonista”.
Tornando alla tesi dell’onorevole Franco Manzato, questi ha spiegato che il motivo della sua tesi è semplice, visto che solo il 18% degli Italiani riconosce i marchi Dop, Igp e tutte le altre qualificazioni delle eccellenze italiane. La sfida si farà, dunque, sul riconoscimento della qualità sull’etichetta per cui non si comprerà un prosecco ma quel determinato prosecco e così via.
Quanto al superamento della crisi globale c’è poi da considerare che l’Italia non può competere, per estensione geografica, con chi nel mondo ha milioni di ettari destinati alla produzione. Il ruolo dell’Italia perciò non è quello di sfamare il mondo. L’Italia deve puntare sulla “Speciality”, cioè una produzione talmente elevata da non aver competitor ed ecco perché nei prossimi 10 anni assisteremo ad una rivoluzione in questa direzione. Semmai il vero problema sta nella partecipazione alla redistribuzione delle risorse sul prodotto finito. In questo un ruolo strategico l’avranno le Regioni affinché le politiche della nuova PAC (Politiche agricole comuni) siano calate sulle specificità dei territori. In definitiva il “Made in Italy” di qualità potrà salvare l’economia dell’agroalimentare.
Ugo Mariano Brasioli


















