ROVIGO – Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro in visita al carcere di Rovigo (LEGGI ARTICOLO) e Padova, presenti diverse sigle sindacali all’incontro di lunedì 5 maggio, assente la FpCgil Polizia Penitenziaria.
“La nostra esclusione al confronto all’interno dei due Istituti – sottolinea la FpCgil – perchè non firmatari del contratto penalizzante per la Polizia Penitenziaria. La nostra esclusione dimostra l’arroganza di un governo che non vuole ascoltare e non accetta il confronto con le minoranze e che, come Cgil, diamo fastidio. Riteniamo che il comportamento del sottosegretario sia vergognoso, proprio perchè il suo non ascoltare chi tutti i giorni rimane a stretto contatto con il personale che lavora all’interno del carcere è molto significativo e limitativo. Sicuramente l’on. Delmastro andrà a sbandierare quello che ha fatto, parlando alla pancia delle persone, assicurando l’assunzione di molte unità di Polizia Penitenziaria, ma si dimentica che tante altre unità andranno in quiescenza, per cui la situazione non cambierà. L’istituzione di gruppi di pronto intervento, che non stanno
fermando le aggressioni al personale e altri eventi critici, ma producono effetti negativi negli Istituti di provenienza, poiché viene sottratto personale per formarli”.
“Alla Polizia Penitenziaria verrà dato in dotazione un apposito sistema per contrastare i droni. Strumento – sottolineano Gianpietro Pegoraro e Franca Vanto della Federazione Lavoratori Funzione Pubblica Cgil – questo sicuramente utile, peccato che non sempre negli Istituti è garantita la sentinella perché non c’è personale sufficiente a coprire i posti di servizio, situazione questa imputabile al gran numero di tradu – zioni di detenuti e nella concessione dei diritti minimi al personale. Ovviamente l’on. Delmastro non affermerà mai che, il contratto sottoscritto con le altre Organizzazioni Sindacali di categoria, dove il rinnovo contrattuale non difende gli stipendi dall’inflazione. Con la sottoscrizione di quel contratto si è cancellato di fatto, il principio fondamentale per cui un con – tratto nazionale deve innanzitutto difendere gli stipendi dall’inflazione. Infatti, i poliziotti penitenziari, in carne e ossa, i conti li faranno ogni giorno in base a quanto dovranno spendere per mangiare, mandare i figli a scuola o per pagarsi le cure e medicine. Non affronterà il problema del sovraffollamento delle carceri, che sta raggiungendo numeri sempre più alti come numeri alti sono per i suicidi in carcere. Detenuti con problemi psichiatrici dove il sottosegretario uscirà fuori affermando che hanno introdotto una nuova norma che punisce con altro carcere chi aggredisce un poliziotto penitenziario. Il silenzio più assordante riguarda le persone che presentano problemi psichiatrici, che il poliziotto penitenziario deve affrontare tutti i giorni e quasi tutti i giorni viene aggredito da queste persone. Già hanno introdotto una norma penale che, sanziona penalmente la persona che aggredisce il poliziotto penitenziario. Non immagino che effetti negativi avrà la sanzione sulla persona che, si vede allungare la pena ma il suo problema non è risolto, se prima era malato ora è ancora malato ma con una pena più lunga”.
“Intanto in carcere si muore – continua la FpCgil – e non si fa nulla contro il sovraffollamento che, oltre a mettere in crisi le strutture penitenziarie, mette in crisi anche chi vi lavora all’interno di esse. Non si vuole affrontare il problema delle traduzioni che, sottraggono unità dal reparto e costringono le Direzioni a revocare il riposo settimanale, il congedo e altri diritti minimi al personale. Problemi questi che giornalmente chi lavoro all’interno del
carcere conosce. Visite di propaganda come quelle che sta facendo il sottosegretario è un non affrontare i problemi, ma anche non avere la consapevolezza di come si lavora in carcere. Come FpCgil ci dispiace di questa mancanza di democrazia e di pluralismo nel confronto da parte del sottosegretario Delmastro nell’escludere a priori chi non ha sottoscritto il contratto. Va evidenziato che, noi come sindacato non abbiamo padroni e non siamo filogovernativi come cert’unti; noi come sindacato ci sta a cuore chi lavora all’interno delle carceri e siamo anche dalla parte di questi lavoratori poiché ci sta a cuore la loro situazione lavorativa affrontandola con impegno, trasparenza e equità. Siamo sempre disponibili al confronto leale e trasparente per la tutela dei lavoratori indipendentemente dall’ideologia politica, cosa che al sottosegretario è venuta meno”.









