Il capogruppo di “Rovigo si ama”: “Fa male vedere il Polesine rappresentato come un territorio abbandonato. La politica non reagisce e accetta l’irrilevanza”

ROVIGO – Federico Frigato, capogruppo della lista civica Rovigo si ama, affida a una lunga riflessione il suo giudizio sui servizi andati in onda venerdì sera su Propaganda Live (La7), firmati da Diego Bianchi “Zoro”. Un racconto del Veneto che ha toccato anche il Polesine: Fratta Polesine attraverso la memoria di Giacomo Matteotti, Pontecchio con l’agricoltura di qualità, e poi Rovigo, osservata nel pieno della campagna elettorale al mercato cittadino.

Tra interviste, battute e impressioni raccolte sul campo, è emersa una fotografia dura: un territorio percepito come marginale, svuotato, destinato a un declino demografico e sociale che sembra inarrestabile. I giovani che se ne vanno, una popolazione anziana e delusa, la sensazione che il Polesine sia “periferia del Veneto”, quasi un non luogo inghiottito dalle nebbie e dall’indifferenza delle istituzioni.

Mi ha fatto male vedere la mia terra descritta così” scrive Frigato. “Fa imbestialire percepirne il declino e constatare che, nonostante le enormi potenzialità umane, culturali, sociali, ambientali ed economiche, non riusciamo a costruire un gruppo dirigente capace e illuminato in grado di immaginare una ricostruzione vera”.

Il capogruppo osserva come, dopo una settimana dominata dalle polemiche tra sindaco ed ex sindaco, nessuno abbia sentito il bisogno di prendere posizione contro la narrazione pesante andata in onda su La7.
Su questo non si è indignato nessuno. Alla fine sembravano tutti soddisfatti della comparsata televisiva, candidati e non”.

Frigato non risparmia la politica locale: “Sarebbe stato opportuno che la stessa energia spesa in video, precisazioni e polemiche fosse stata dedicata a lavorare per accrescere valore e potenzialità del nostro Polesine. Invece si inseguono i like, non la visione”.

Poi l’affondo sulle scelte nazionali: “A Roma hanno già deciso che il posto da parlamentare lasciato libero nel collegio Polesine–Bassa Padovana sarà assegnato a Zaia. Tradotto: non contate niente, decidiamo noi. È la conferma che, agli occhi di chi governa, questo territorio pesa poco”.

La conclusione è un invito – e un avvertimento: “O ci facciamo bastare le parole di quei video, oppure reagiamo davvero. Se non lo facciamo noi, nessuno si preoccuperà di Rovigo. Da domani continueranno a voltarci le spalle”.

Un richiamo che suona come un ultimo tentativo di scuotere un territorio che, nei riflessi televisivi, si è visto più fragile di quanto immaginasse.

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