RIMINI – È stato rintracciato non appena il suo volo, partito da Sofia, in Bulgaria, è atterrato all’aeroporto di Rimini nella serata di lunedì 10 agosto. È l’ultimo episodio giudiziario che vede protagonista Gianfranco Sedda, pluripregiudicato di origine sarda, ritenuto un esponente della Nuova Mala del Brenta ed evaso dalla detenzione domiciliare a cui era sottoposto in una struttura residenziale per anziani in provincia di Rovigo.
La Polizia di frontiera di Rimini ha rintracciato l’uomo, che secondo le informazioni diffuse dagli investigatori ha 83 anni, mentre scendeva dall’aereo proveniente dalla capitale bulgara. Sedda era sottoposto agli arresti domiciliari presso una struttura per anziani ad Adria, nel Rodigino, dalla quale si era reso irreperibile lo scorso 4 agosto.
Secondo quanto riferito dalla polizia, Sedda è considerato un esponente della cosca “Nuova Mala del Brenta” ed era indagato dalla Procura di Venezia per il ruolo che avrebbe ricoperto in un traffico internazionale di eroina lungo l’asse Italia-Bulgaria. Le ipotesi investigative dovranno naturalmente essere valutate nelle sedi competenti e la difesa dovrà chiarire anche le circostanze dell’allontanamento dalla struttura. Non è escluso, infatti, che l’uomo possa essersi allontanato per un desiderio di vacanza, anche tenuto conto delle sue condizioni mediche.
La vicenda giudiziaria di Gianfranco Sedda è già caratterizzata da precedenti importanti. Nel 2022 era stato condannato a otto anni di reclusione al termine di un’indagine relativa a una violenta rapina in villa avvenuta a Pordenone. In quell’inchiesta la Direzione distrettuale antimafia aveva ricostruito l’operatività del gruppo criminale.
L’83enne, inoltre, era già evaso una prima volta nel 2023, quando si trovava sottoposto al regime custodiale disposto dalla Corte d’Appello di Trieste.
Questa volta, lo scorso 4 agosto, Sedda si era reso irreperibile dal Centro servizi anziani di Rovigo, dove stava scontando gli arresti domiciliari. Dopo essersi allontanato dalla struttura, avrebbe raggiunto la Bulgaria utilizzando un autobus.
Le sue tracce sono state ricostruite grazie alla collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip). Proprio l’attività di cooperazione internazionale ha permesso agli investigatori italiani di individuare il suo rientro nel Paese e di predisporre l’intervento all’aeroporto di Rimini.
Gli agenti della Polizia di frontiera lo hanno quindi intercettato non appena l’aereo proveniente da Sofia è atterrato. Gli operatori sono saliti a bordo del velivolo e hanno bloccato lo sbarco dell’uomo prima che potesse confondersi tra gli altri passeggeri.
L’intervento ha così consentito di interrompere la fuga e di riportare Sedda a disposizione dell’autorità giudiziaria. Su disposizione dell’autorità giudiziaria è stato ripristinato il regime di detenzione al quale era sottoposto, in attesa degli ulteriori provvedimenti che saranno adottati nei suoi confronti.
La vicenda riporta dunque nuovamente l’attenzione sul territorio polesano, dove l’uomo era ospitato nella struttura residenziale e avrebbe dovuto rispettare il regime degli arresti domiciliari. Ora saranno gli accertamenti della magistratura a chiarire ogni ulteriore aspetto dell’allontanamento e del successivo viaggio in Bulgaria.













