Il consigliere comunale di Adria (Rovigo) risponde a ciò che ha affermato il presidente e il direttore della casa di riposo

ADRIA – “Sono, persino, lusingato che tutto il consiglio di amministrazione e il direttore siano scesi in campo per rispondermi. Non lo leggo però come un segno di considerazione nei miei riguardi, quanto piuttosto il fatto che si sono sentiti punti nel vivo”. Risponde così il consigliere comunale Sandro Gino Spinello al presidente del Csa di Adria Simone Mori e al direttore Paola Spinello (LEGGI ARTICOLO).

“Presidente e Direttore evitino che vengano “fatti discorsi da bar”, siano loro stessi a rendere pubblici i dati dei contagi. Molto grave che Direzione e Presidenza non l’abbiano fatto in questi frangenti in cui tutti sanno delle problematicità esistenti in struttura .

E’ assolutamente superfluo affermare che la situazione odierna non è paragonabile con quella 2020 – 2021. Ci mancherebbe! Vista l’astiosità e la tracotanza con le quali hanno reagito alle mie parole nel prossimo futuro cercherò di seguire più accuratamente le vicende della struttura, a partire dalla trasparenza dell’azione amministrativa”.

Sottolineando poi: “Le mie osservazioni volevano ottenere delle chiarificazioni sulla situazione esistente, come credo sia doveroso fare da parte mia. Richieste che non volevano essere accusatorie verso chicchessia.

Viste, però, le risposte avute, ho chiesto l’intervento della Direttore Generale dell’Ulss 5 Polesana perché disponga una verifica sul rispetto dei protocolli anticovid nella Casa di Riposo di Adria.

Mi è parsa sibillina e cercherò di approfondirla la frase pubblicata sulla stampa secondo cui “siamo l’unica struttura pubblica che non ha mai fatto ricorso a coop esterne”.

Concludendo: “Non credo che nel Csa siano stati dei “mandrake” e abbiamo mai “ingaggiato” personale esterno durante l’emergenza. Perchè il Cda ha sentito il bisogno di mettere in evidenza quella frase?

Ribadisco, infine , che il destinatario e quindi l’interlocutore della mia lettera non erano i vertici dell’Istituto bensì Il Comune al quale ho richiesto che la vicenda nel suo complesso venga esaminata in un prossimo Consiglio.

Ritengo che il Consiglio Comunale si esprima con ulteriore convinzione necessità, sempre più impellente, di un sostegno finanziario della Regione Veneto per ripianare i bilanci delle Ipab pubbliche dovute dalle maggiori spese per l’emergenza sanitaria”.

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