Giovanni Rossi non fa pronostici, maspera di confermare in questa tornata elettorale il buon risultato precedente. Per la cronaca, nel 2017 vinse a Badia Polesine (Rovigo) con 2.791 voti (pari al 55,82%) contro i 1.751 (35,02%) di quella che fu definita la gioiosa macchina da guerra di Stroppa 
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BADIA POLESINE (Rovigo) – Nell’approssimarsi del silenzio elettorale, Rovigo.news ha incontrato Giovanni Rossi per acquisire alcune sue considerazioni finali prima del voto di domenica 12 giugno.

“È stata una campagna molto sobria, certamente diversa da cinque anni fa, forse vissuta con un maggior distacco dalla gente che, fra le conseguenze pandemiche e la crisi internazionale Ucraina, avverte altre priorità”, commenta il Sindaco uscente. “C’è anche da dire – aggiunge – che oggi gli elettori mi conoscono meglio e potranno valutare serenamente quello che ho fatto”.

Sulla consistenza dei competitor e sulle loro strategie elettorali Giovanni Rossi non ha voluto rilasciare commenti. 

“Posso però dire, sull’onda dell’esperienza precedente, che un conto sono i proclami elettorali sulla piazza reale o virtuale che sia, un conto però è governare in momenti così difficili e un altro è raccogliere il consenso nel segreto dell’urna”. 

L’unica sorpresa manifestata dal Sindaco, riguarda l’assenza nella lista di centro-sinistra dell’ex capogruppo di minoranza Idana Casarotto “…che pensavo essere l’erede naturale del progetto alternativo portato avanti da Adesso Badia”.

Per se stesso, forse scaramanticamente, Giovanni Rossi non fa pronostici maspera di confermare in questa tornata elettorale il buon risultato precedente. Per la cronaca, nel 2017 vinse con 2.791 voti (pari al 55,82%) contro i 1.751 (35,02%) di quella che fu definita la gioiosa macchina da guerra di Stroppa. Di “Adesso Badia”, ora pare non resti traccia.

Quanto alla sua lista attuale, l’intervistato ritiene che rappresenti un buon mix fra continuità (molti gli assessori e i consiglieri uscenti) e volti nuovi, alcuni provenienti dal mondo del volontariato. Il giudizio finale spetta agli elettori ma il Sindaco ricorda i numeri illustrati nell’ultimo consiglio comunale, “…perché i numeri parlano da soli e sono oggettivi”. In quest’occasione si limita a ricordare che: “Abbiamo abbassato il debito di cinque milioni di euro, investendo 2 milioni di euro in più rispetto al quinquennio precedente e raggiunto sostanzialmente tutti gli obiettivi prefissati (la nuova illuminazione, la videosorveglianza, il ripristino dell’organico di Polizia Municipale, la nuova biblioteca, il sottopasso sull’Adige, la messa a norma delle scuole) nonostante la pandemia, che ci ha bloccati per almeno due anni”. 

“Ecco quindi perché chiedo il voto: per i buoni risultati raggiunti, per dare continuità ai progetti iniziati ma non ancora conclusi, come il Museo Baruffaldi (certo non per colpa nostra) e per realizzare quelli possibili con i fondi del Pnrr”.

A preoccupare il Primo cittadino è piuttosto il possibile aumento dell’astensionismo, che potrebbe essere favorito dalla concomitanza referendaria. Ricevere sei schede (cinque quelle sui referendum della Giustizia), potrebbe disorientare una parte degli elettori, spingendo più di qualcuno a disertare il voto. 

Ugo Mariano Brasioli

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