ROVIGO – Appello delle associazioni Lipu ed Italia Nostra, rappresentate nella Consulta dell’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, la Rete dei comitati polesani a difesa della salute e dell’ambiente ed altre associazioni, in considerazione dell’assenso rilasciato dal Presidente dell’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po Moreno Gasparini, anche sindaco del Comune di Loreo, alla realizzazione dell’impianto di trattamento di fanghi da depurazione civili e industriali proposto da Green Sludge Solutions s.r.l. in zona AIA, in via Dogado a Loreo, in area di transizione del Parco del Delta del Po e prospicente al Parco stesso, ne chiedono le dimissioni, in quanto tale impianto non è un progetto di impianto in linea con la vocazione ambientale ed economica del territorio del Parco e ne rappresenta invece una potenziale fonte inquinante e nociva.
“Avvallare un tale progetto, mostrando limiti di sensibilità e di attenzione verso la difesa del Parco del Delta del Po e le sue peculiarità, mina la fiducia che è alla base del rapporto tra chi difende e promuove l’ambiente e chi lo stesso Parco dovrebbe istituzionalmente rappresentarlo. L’impianto a combustione su letto fluido proposto da GSS è a tutti gli effetti un inceneritore e produce ed emette inquinanti pericolosi per la salute e dannosi all’ambiente.
Questo impianto attivo da un ventennio in Francia non è in grado di eliminare i Pfas, sostanze interferenti endocrine e cancerogeni certi ed infatti intorno agli inceneritori francesi sono state rilevate importanti tracce di sostanze perfluoroalchiliche oltre a metalli pesanti e altri inquinanti nocivi (LEGGI ARTICOLO).
Quando fu realizzata tale tecnologia la conoscenza degli effetti sanitari dei Pfas non era neppure completamente nota, ma ora qualche effetto certo e nocivo si conosce.
La Francia ha, oltretutto, messo al bando la produzione di pfas dal 1° gennaio del 2026 proprio per la pericolosità sanitaria di tali sostanze che, ricordiamo, su 4700 tipi esistenti ne sono stati analizzati meno di una decina.
Questo è quanto difende Moreno Gasparini e ne elogia la bontà.
Va sottolineato inoltre che ogni decisione sulla zona Aia e sull’assenso all’impianto, pur essendone coinvolte altre amministrazioni comunali e chi si impegna a salvaguardia del Parco del Delta del Po e della sua unicità nella ricchezza della biodiversità è stata presa da Gasperini, a quanto sembra, con atti unilaterali”.
Per questi motivi le associazioni e i comitati ambientalisti chiedono a Moreno Gasparini di dimettersi e lasciare la presidenza dell’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po.


















One Comment
non oso pensare se ai vertici delle amministrazioni ci fossero questi “ecologisti”domenicali…