L’ensemble giunto con due pullman a Badia Polesine (Rovigo), vanta una lunga e ricca storia, è nato nel lontano marzo del 1815 

BADIA POLESINE (Rovigo) – È stato un evento straordinario quello ospitato domenica 25 giugno al Teatro Balzan di Badia Polesine, in cui si è esibita l’Orchestra del Conservatorio di Praga. Erano presenti il prefetto di Rovigo Clemente Di Nuzzo, ospite del sindaco Giovanni Rossi, l’assessore alla cultura Valeria Targa.

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L’ensemble del Conservatorio di Praga, giunto con due pullman a Badia, vanta una lunga e ricca storia. Nato nel lontano marzo del 1815 quando ha dato i suoi primi concerti, fino alla costituzione della Filarmonica Ceca (nel 1896), fu l’unico ensemble di musicisti formati professionalmente al di fuori il teatro dell’opera, svolgendo un ruolo cruciale nell’ambiente musicale praghese. L’ensemble del Conservatorio accompagnò una serie di famosi solisti come: Franz Liszt, Hans von Bȕlow, Joseph Joachim, Clara Schumann, Jan Kubelik e altri. Oltre ai propri concerti, gli allievi del Conservatorio hanno anche rafforzato le orchestre teatrali per le principali produzioni messe in scena dal Teatro dell’Opera di Praga (ad esempio la prima di Tannhäuser nel 1854). Fra un riconoscimento e l’altro, nel 1972 si aggiudicò la medaglia d’oro al Festival delle orchestre studentesche organizzato dalla Fondazione Karajan a Berlino.

L’orchestra attualmente composta da studenti del 4°, 5°, 6° anno, è diretta da Miriam Nemcova. Si è esibita eccezionalmente a Badia, grazie alla collaborazione in essere con il project manager m° Massimo Santaniello, che nell’occasione si è esibito come clarinettista ricevendo l’apprezzamento caloroso del pubblico.

Un evento dunque dal respiro internazionale, tanto più che l’orchestra sinfonica del conservatorio di Praga, è stata per la prima volta in tour in Italia.

Il programma ha visto l’Ouverture Carnival op. 92 di Dvorak, il Concerto n°1 in fa minor e op. 73 per clarinetto e orchestra di Weber. Piatto forte della serata, naturalmente, la famosa Sinfonia “Dal nuovo mondo” di Dvorak, largamente ispirata ai canti negro americani e alle tradizioni popolari dei pellirossa. 

Benché applauditissima, la performance avrebbe sicuramente meritato una cornice di pubblico più numerosa.  

Ugo Mariano Brasioli

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