Sotto il coordinamento scientifico dello storico Leonardo Raito e del ricercatore storico militare Alberto Burato, ha visto relatori provenienti da mezza Italia  

ROVIGO – Riuscito e partecipato, sabato mattina 8 novembre presso la sede del Consiglio di Bacino “Polesine” nella città capoluogo, il convegno sulla Grande Guerra organizzato dal circolo Arci “Il Tempo ritrovato” con i patrocini di Comune e Provincia di Rovigo nell’ambito delle iniziative della rassegna “Radici del contemporaneo” finanziate dalla Fondazione Cariparo.

Intitolato “Isonzo: voci dal conflitto”, il convegno, sotto il coordinamento scientifico dello storico Leonardo Raito e del ricercatore storico militare Alberto Burato, ha visto relatori provenienti da mezza Italia confrontarsi sulla grande guerra custodita dalle pietre. La relazione iniziale è spettata proprio a Raito che ha trattato la figura di Luigi Barzini reporter di guerra, analizzando i dubbi sull’effettiva realtà della guerra raccontata che pervadevano il grande giornalista del Corriere. Lo storico Alessandro Massignani ha invece parlato della grande illusione del 1915, evidenziando come le aspettative di un conflitto rapido avessero cozzato con mancati accorgimenti tattici e con la capacità degli austro ungarici di prevenire le lente mosse italiane. 

Mitja Juren ha trattato, con l’ausilio di una vasta documentazione fotografica storica e attuale il tema degli edifici sacri legati alla guerra presenti lungo il corso dell’Isonzo; relazione che ha fatto il paio con quella di Marco Mantini sulla epigrafia funeraria bellica e post bellica. Paolo Pizzamus, Marco Pascoli, Nicola Persegati e Alberto Burato si sono invece occupati dei graffiti della grande guerra relativi alle diverse battaglie dell’Isonzo, occupandosi dei fronti della Bainsizza, del Carso, e del Monte Rombon. 

Infine Paolo Carraro ha parlato della grande guerra sul Mare Adriatico e Paolo Gropuzzo dei dispersi due volte di Redipuglia. Ancora una volta la qualità dei relatori presenti a Rovigo in un convegno diventato ormai tradizione, ha evidenziato l’avanzamento delle ricerche su un conflitto che, a oltre un secolo di distanza, continua comunque a far discutere appassionati e ricercatori, promuovendo indagini innovative che sono come memorie che parlano, e aiutano a non dimenticare. 

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