ROVIGO – URBINO – Ci sono date che sembrano custodire un significato che va oltre la semplice scansione del calendario. Il 20 aprile è una di queste, soprattutto per il territorio polesano e per la memoria culturale che lega Rovigo a Urbino.

Da un lato, la recente celebrazione di Gabbris Ferrari, figura di primo piano nel panorama artistico e scenografico italiano, ricordato a Urbino attraverso la presentazione del volume dedicato alla sua opera presso l’Accademia di Belle Arti (Foto: Christian Cassar). Dall’altro, la stessa data richiama una ricorrenza importante per Rovigo: il 20 aprile 2001 veniva inaugurato il Museo dei Grandi Fiumi, uno dei luoghi simbolo della cultura e della memoria storica del territorio.
A sottolineare con particolare piacere questa significativa coincidenza è stato Raffaele Peretto, già direttore del museo rodigino, che ha voluto evidenziare come la comune data del 20 aprile rappresenti quasi un segno ideale di continuità e di unione.
Secondo Peretto, questa coincidenza assume un valore simbolico speciale: il lavoro e la figura di Gabbris Ferrari diventano un vero e proprio ponte culturale tra Urbino e Rovigo, due città unite dal riconoscimento di un’eredità artistica e umana di grande rilievo.
Il maestro, infatti, non rappresenta soltanto una personalità di spicco nel campo della scenografia, ma incarna anche il legame profondo con la sua terra d’origine, che oggi continua a rendergli omaggio con riconoscenza.

La città di Rovigo, attraverso il ricordo di Ferrari e la memoria di una data così significativa per il Museo dei Grandi Fiumi, rinnova così il proprio senso di appartenenza a una storia culturale condivisa, fatta di arte, ricerca e valorizzazione del patrimonio.
Il 20 aprile, dunque, non appare più come una semplice coincidenza, ma come una data capace di raccontare una trama più ampia: quella di una comunità che sa riconoscere nei propri protagonisti e nei propri luoghi simbolo un patrimonio da custodire e tramandare.



















