CASTELNOVO BARIANO (Rovigo) – Il birdwatching del fotografo naturalista Germano Sprocatti s’arricchisce sempre di più.
All’inizio del 2024 ha ripreso in area golenale chiusa (zona ex fotobiodepurazione; zona protetta) una famiglia di caprioli (padre, madre, cucciolo), facendo subito amicizia.
”Una presenza ormai consolidata – ci dice Germano Sprocatti – tanto che la segnaletica stradale è stata aggiornata con l’indicazione di pericolo per l’animale (investimento) e per l’uomo (tamponamento), una creatura simile al cervo ma più piccola (altezza 80 cm circa, lunghezza poco più che un m.) Questa famiglia castelnovese potrebbe diventare stanziale, basta che trovi l’habitat giusto: larghi spazi in boschi aperti, erba, piante, poco disturbo, meglio se non ci sono cani randagi). I caprioli li troviamo vicino ai corsi d’acqua, per loro vere e propri strumenti direzionali e sono arrivati da noi dalle colline emiliane o dai colli Euganei. La loro presenza è sintomo di buona salute ambientale”.

Il capriolo è graziosissimo d’aspetto per le snelle, eleganti fattezze per il nobile, leggero portamento, avendo il muso quasi appuntito, piuttosto corto, grandi occhi dolci, cervice esile, coda appena accennata, zoccoli stretti ed appuntiti.
I caprioli, abili nuotatori, vantano notevolissima resistenza e velocità nella corsa, oltre ad essere assai agili nel salto. Vivono generalmente associati in piccoli gruppi, prediligono la macchia, le boscaglie, le foreste di ceduo con sottobosco, essendo erbivori.
Nel secolo scorso erano stati decimati dalla deforestazione collinare, montuosa e di piano, insieme alla caccia indiscriminata. Negli ultimi decenni, il proliferare di aree protette, il rimboschimento, la rinnovata coscienza ambientale e lo spopolamento antropico hanno fatto aumentare di molto il loro numero ed ora sono animali comuni e rispettati pure in senso altopolesano.

















