La consigliere comunale Sandra Passadore ripercorre la storia di un circolo che ha sfiduciato per due volte il proprio presidente

ADRIA (Rovigo) – Nulla da fare, la polemica non si placa tra il coordinamento provinciale e quello locale di Fratelli d’Italia che per la seconda volta vede gli iscritti di Fratelli d’Italia ad Adria ribadire che sono tutti d’accordo sul fatto che l’ex presidente Christian Lazzarin non sia la persona giusta per rappresentare il circolo etrusco e che il presidente è l’apprezzato medico Luciano Finotti.

“Non basta una sparata sul giornale del coordinatore provinciale per togliere efficacia alla nomina formulata dall’assemblea degli iscritti” dichiara l’ex candidato sindaco Sandra Passadore, oggi consigliere comunale insieme a Simone Ceccarello, che ripercorre la storia recente del circolo di Adria.

“Eravamo 4 amici al bar, in una serata tranquilla prima dello scoppio della pandemia da Covid e decidemmo di terminare la serata nell’unica pizzeria adriese aperta il lunedì sera” ricorda Passadore.
“Cenammo insieme io, Alberto Patergnani, Barnaba Busatto con la fidanzata, Daniele Ceccarello, Christian Lazzarin e ci raggiunsero dopo la pizza per il caffè altri due amici, forse già iscritti o forse no, fatto sta che in quella riunione “carbonara”, con uno sparuto numero di iscritti, designammo Lazzarin presidente di circolo e Alberto, Daniele, Barnaba e Sandra componenti del direttivo.
L’attività di circolo proseguì lenta e senza alcuno scossone, almeno fino alla decisione unanime di candidare la sottoscritta a sindaco di Adria.
L’impegno scomparve subito dopo, nonostante i tanti inviti a lavorare per il partito che Lazzarin non sempre ha recepito. Con il secondo turno scompaiono sia Lazzarin che il coordinatore provinciale Patergnani che non si sono più visti o più sentiti nemmeno con l’avvio dell’attività consiliare.
Al direttivo del 6 giugno, tutti invitati, mancano Lazzarin e Patergnani, Lazzarin viene sfiduciato e revocato da presidente (LEGGI ARTICOLO).

Si chiede che la notizia venga tenuta compostamente riservata fino ad un momento di discussione con il circolo, mai avvenuta, e Lazzarin, che era decaduto, dà notizia di aver nominato un nuovo direttivo e si autoconferma presidente.
La nomina del nuovo gruppo di lavoro da parte di Lazzarin avviene, tra l’altro, senza alcun riferimento a norme statali o statutarie del partito.

Senza fare polemiche su dinamiche di procedura, la questione politica è chiara: il direttivo di circolo ha sfiduciato il presidente e come se non bastasse l’intera assemblea degli iscritti (31 a 33) ha espresso il medesimo parere eleggendo un nuovo presidente (LEGGI ARTICOLO).

Ritornando alla storia degli eventi – continua Passadore – si chiede un confronto civile a Lazzarin dopo la sua autoproclamazione post prima sfiducia, questo viene fissato a fine agosto, ben prima della circolare di partito di fine settembre di Donzelli, tra l’altro mal interpretata dal coordinatore provinciale (LEGGI ARTICOLO), per far capire a Lazzarin che la sua è stata una operazione fuori luogo, svilente per gli iscritti e per il partito.
Nel merito della circolare richiamata per la seconda proclamazione a presidente di un circolo che non si sente rappresentato da Lazzarin (LEGGI ARTICOLO), l’attenzione del nazionale è verso il provinciale in vista dei congressi e limita i coordinatori di cambiare i presidenti locali fino alla celebrazione dei congressi, per non interferire con il voto, ma ciò non consente di rinominare a presidente dei presidenti decaduti, per ben due volte, come Lazzarin ad Adria. La circolare è rivolta ai coordinatori provinciali, visto che loro dovranno vincere il congresso per continuare ad essere coordinatori, non dice che un circolo ad agosto scorso non può sfiduciare il proprio presidente…”.

“Quando si dice che bisogna ricompattarsi, presentarsi uniti, impegnarsi per un obiettivo comune, si rappresenta la condizione attuale del circolo di Adria, salvo ribadire che, per una questione di chiarezza e rispetto, e senza alcuna questione personale, Christian Lazzarin non può essere il presidente di circolo”.

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