ROVIGO – Il giorno dopo il fortunale è ancora peggio del previsto (LEGGI ARTICOLO). “Oggi si vedono chiaramente i danni – sottolinea Cia Rovigo – Non abbiamo ancora una stima, ma l’ordine di grandezza è di decine di milioni di euro”. Fra i Comuni maggiormente bastonati dal nubifragio e dalla grandinata, Fratta Polesine, Ceneselli, San Bellino, Castelguglielmo, Costa, Castelmassa, Castelnuovo Bariano, San Pietro Polesine, Fratta Polesine e Villanova del Ghebbo. Per quanto riguarda le colture, il mais è stato messo ko, così come gli ortaggi in pieno campo. Problemi pure all’interno delle serre, completamente allagate. (LEGGI ARTICOLO)

“Questo è un periodo estremamente delicato in termini di sviluppo vegetativo – commenta il presidente di Cia Rovigo, Erri Faccini – Vedremo cosa sarà possibile salvare”. Purtroppo, aggiunge lo stesso presidente, “sempre di più in futuro saremo tenuti a far fronte ai cambiamenti climatici. A prolungati periodi di caldo e siccità seguono forti burrasche, che rischiano di spazzare via il lavoro di un anno intero”.
“Si tratta di acquazzoni che si abbattono a macchia di leopardo (LEGGI ARTICOLO). Al che, gli imprenditori agricoli sono costretti ad intervenire subito, alla stregua di medici di un pronto soccorso”. “Alla politica – conclude Faccini – chiediamo misure concrete per rimettere davvero al centro il comparto. Tra eventi meteo avversi, ormai divenuti cronici, e rincari generalizzati l’agricoltura polesana rimane sotto attacco”.













