ADRIA (Rovigo) – Che mondo troverà Eva, la bambina che nasce oggi? È attorno a questa domanda semplice e potentissima che si è sviluppata la quinta conferenza del ciclo La Natura, ospitata nella raccolta Sala Caminetto dell’Istituto di Istruzione Superiore “Bocchi-Galilei”. Un tema che è diventato bussola e faro dell’intero incontro tenuto dall’astrofisico e divulgatore Matteo Miluzio, ricercatore dell’Agenzia Spaziale Europea e Cavaliere al Merito della Repubblica.
Ad aprire l’evento è stata la Dirigente scolastica, Prof.ssa Silvia Polato, che ha invitato gli studenti delle classi 2^CSA e 2^DSA a vivere la mattinata come un allenamento dello sguardo, un esercizio per riconoscere ciò che cambia e ciò che merita di essere protetto. Subito dopo, il Presidente di Attive Terre Odv Ets, Alessandro Andreello, ha ripercorso il cammino fatto dal ciclo di conferenze: dall’acqua alla filosofia della natura, dal bosco alle sue “musiche”, passando per la città selvatica.
Il pianeta che cambia: tra scienza, dati e responsabilità
Miluzio ha guidato il pubblico in un viaggio che unisce visione terrestre e prospettiva spaziale. Con linguaggio chiaro e rigoroso, ha spiegato la differenza – spesso fraintesa – tra Meteo e Clima, ricordando che il riscaldamento globale si misura su archi temporali di almeno trent’anni. E quei dati, oggi, parlano con una forza che non lascia spazio a dubbi.
L’innalzamento dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai, il riscaldamento degli oceani: fenomeni che non sono solo grafici e numeri, ma storie di territori e specie che stanno cambiando a una velocità inedita nella storia recente della Terra.
Con precisione e passione, l’astrofisico ha smontato alcune delle più diffuse bufale climatiche, tra cui: la presunta discordanza tra gli scienziati, smentita dal dato secondo cui il 99,9% della comunità scientifica concorda sull’origine antropica del riscaldamento globale; l’affermazione “il clima è sempre cambiato”, che ignora la portata e soprattutto la rapidità del cambiamento attuale; la falsa attribuzione al Sole del riscaldamento terrestre, confutata con evidenze puntuali.
Il pubblico – studenti, insegnanti, cittadini – ha ascoltato con attenzione intensa, per poi animarsi in un dialogo ricco di curiosità e riflessioni. Un segnale, questo, di quanto la scienza, quando è raccontata con autenticità, possa accendere consapevolezza e responsabilità.
Un ringraziamento che diventa un patto
Nel suo saluto conclusivo, il Presidente Andreello ha espresso gratitudine verso tutte le realtà che hanno reso possibile questo percorso di conoscenza e sensibilizzazione: l’Istituto Bocchi-Galilei, con la Dirigente Prof.ssa Silvia Polato e la Prof.ssa Monica Lazzarini; la Fondazione Carlo Bocchi, con Elena Passadore e Paolo Nardi; l’Amministrazione Comunale di Adria, con il Sindaco Massimo Barbujani; l’Associazione Pubblici Giardini – Delegazione Veneto; l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po; il Consorzio di Bonifica Delta del Po; Adria Parrocchie, con Mons. Fabio Finotello; la Fondazione Cariparo, che ha creduto nel progetto.


















