ROVIGO – Asili nido gratuiti per tutti, in tutta Italia. E’ una delle proposte caratterizzanti la mozione Bonaccini, che prende il nome da Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, candidato alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Una proposta che, per chi vive la quotidianità di una famiglia, appare quasi un miraggio, ma che costituisce, nelle intenzioni di Bonaccini, solo un primo passo di un cammino che si prospetta lungo e difficile, per arrivare a una effettiva parità di genere, sotto tutti gli aspetti.
Se ne è parlato, mercoledì 8 febbraio, nella sede rodigina del Pd, con varie esponenti del Comitato “Polesine per Bonaccini”, che sostiene, appunto, la mozione Bonaccini. Hanno preso parte all’incontro Giorgia Businaro, consigliera provinciale; Samyra Stiz, vicecoordinatrice del Comitato: Luisa Beltrame, vicecoordinatrice del Comitato e sindaca di Ariano nel Polesine; Diva Tosi, vicesegretaria provinciale del Pd; Roberta Ravenni, medica neurologa.
Il principio alla base del programma di Bonaccini è molto chiaro ed è stato espresso da Businaro: “Se determinate cose non cambiano, sta alla politica intestarsi queste battaglie e portare a casa il risultato”. Partendo dalla premessa che, appunto, come detto la strada da fare è lunga.
“A oggi, le donne ricoprono unicamente il 30% dei ruoli manageriali complessivi – ha elencato Tosi – percepiscono mediamente il 20% in meno, a livello retributivo, rispetto agli uomini; solo una donna su due lavora e, di questo 50%, molte con contratti part time, perché costrette a conciliare il lavoro con l’accudimento di figli, genitori, o entrambe”. Tematiche che sono collegate anche alla battaglia per il salario minimo, risultato che Bonaccini, ha proseguito Tosi, “intende perseguire con una raccolta firme per portare avanti una proposta di legge popolare”.
Ravenni, medica neurologa, Stiz, educatrice, e Beltrame, avvocatessa, hanno poi acceso il focus sulle situazioni di disparità che le donne, ancora oggi, si trovano a vivere quotidianamente in ambito professionale. La fotografia che esce dai tre racconti è concorde e dimostra chiaramente come, appunto, la strada da percorrere sia ancora lunga.
Se, infatti, hanno spiegato Stiz, Ravenni e Beltrame, ormai è in costante crescita il numero di giovani donne che intraprendono un percorso accademico e professionale, con successo, questo dato si scontra con il fatto che le posizioni apicali continuano ad essere riservate in grandissima maggioranza a figure maschili.


















