Accanimento sistematico contro i materiali stampati da Rovigo Si Ama: si pensa all'intimidazione per il mancato ritiro della candidatura. “Temiamo che sotto ci sia, purtroppo, dell’altro”.
ROVIGO – I “regali” per la lista Rovigo si Ama non sono finiti: dopo la denuncia dei manifesti strappati di ieri (LEGGI ARTICOLO), gli eventi si ripetono.
“Siamo di fronte ad episodi gravi, diffusi e sistematici, dei quali non ricordo precedenti a questo livello”. C’è sconcerto, nella lista civica “Rovigo Si Ama”, dopo i ripetuti raid che, in diversi punti della città, hanno colpito i manifesti elettorali, a poche ore dall’affissione. Difficile, onestamente, pensare a vandali che abbiano preso di mira solo il materiale di una lista ben definita, prendendosi anche la briga di girare quasi tutta Rovigo per cercarli. “Temiamo che sotto ci sia, purtroppo, dell’altro”, commenta infatti il candidato sindaco Federico Frigato.
“L’elenco dei raid è ancora provvisorio – prosegue – Nessuno di noi, infatti, è un politico di professione, siamo tutti persone impegnate nel lavoro, che vivono di questo e, quindi, non è facile organizzarsi per monitorare tutte le affissioni. Purtroppo, però, ciò di cui abbiamo certezza basta e avanza già da ora”.
Accertati, infatti, i danneggiamenti in via Portello, zona via Sacro Cuore, via Fleming, sempre in zona Sacro Cuore, via Umberto I, via Vittorio Veneto, largo Libertà, viale Marconi all’incrocio con viale Porta Adige. “In tutti questi punti – prosegue il candidato sindaco – non stiamo parlando di un singolo manifesto imbrattato o rovinato, ma praticamente di tutte le affissioni devastate, interamente strappate”.
“Noi non abbiamo partiti alle spalle, non abbiamo nessuno che ci metta a disposizione fondi per la campagna elettorale, ci autofinanziamo e subire danneggiamenti di questa portata è pesante. Siamo – chiude Frigato – davanti a qualcosa di mai visto e di preoccupante. Non ricordo, infatti, una campagna tanto sistematica e diffusa rivolta contro un singolo gruppo. In ogni caso, noi di passi indietro non ne faremo”.
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