Tutta l’area del Delta del Po è in forte stress idrico, la risalita del cuneo salino è preoccupante e le attività agricole e irrigue in seria difficoltà. Di fronte a uno scenario così sconcertante, il volontariato ambientale cerca di aiutare le istituzioni là dove non sempre riescono ad arrivare: anche alleandosi
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DELTA DEL PO – In un’estate a dir poco torrida, il Delta polesano sta affrontando una doppia crisi: portate fluviali ai minimi storici e risalita del cuneo salino che compromettono irrigazione, agricoltura ed ecosistemi. Le istituzioni rispondono con monitoraggi e piani di emergenza, ma servono soluzioni sistemiche.

Il CSV di Padova e Rovigo accende i riflettori sull’emergenza ambientale e sulla straordinaria risposta del volontariato anche in questo territorio. La presidente Marinella Mantovani: «Il 2026, proclamato Anno Internazionale del Volontariato per la Sostenibilità, trova nel Delta del Po il terreno ideale per concretizzare il proprio impegno. Un territorio tanto straordinario quanto fragile, che richiede attenzioni particolari e risposte sistemiche di fronte alle sfide climatiche ed ecologiche di oggi. Il volontariato si occupa da sempre di questioni ambientali, spesso anticipando i tempi. Lo dimostra la crescita costante di associazioni anche nei nostri territori, molte delle quali nate anche grazie al supporto del nostro CSV. Voglio innanzitutto esprimere un grazie sincero e doveroso a tutte le volontarie e i volontari che operano ogni giorno. Dalle attività come la pulizia delle sponde dei fiumi e la sorveglianza golenale fino alla gestione delle emergenze ambientali, il loro impegno è un presidio fondamentale di cura e prevenzione. È attraverso loro che dobbiamo favorire sempre più questa azione volontaria, in particolare tra i più giovani, perché la comunità non sottovaluti questa sfida epocale».

Non a caso, il percorso del CSV “Solidaria” per animare i territori deltini – e Pratiarcati, ndc – attraverso azioni e progetti strutturati in sinergia con istituzioni, associazioni e cittadinanza, con la sua declinazione “Solidaria Young” ha voluto far conoscere a giovani e giovanissimi gli esempi più virtuosi della solidarietà e del mutualismo, con molte attività proprio nel contesto ambientale.

Il presidio territoriale del volontariato

Solidaria Young nel Delta del Po è terminato lunedì 27 luglio: vi hanno preso parte oltre un migliaio di giovani e giovanissimi dai 6 ai 15 anni. Inserito nell’edizione 2026 di Solidaria, il progetto ha permesso a 23 associazioni e quasi cento volontari di promuovere la cittadinanza attiva e la solidarietà tra le giovani generazioni. Tra di esse Plastic Free, Legambiente Rosolina Loreo, Foglie Vive, la protezione civile di Porto Tolle e il gruppo intercomunale dei volontari di protezione civile “Isola di Ariano” che riunisce Taglio di Po, Corbola e Ariano, che hanno potuto dare a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, un assaggio del loro impatto.

«Abbiamo accolto i ragazzi nella nostra sede  e mostrato loro i nostri automezzi da vicino, le motopompe, i generatori, la radio, l’abbigliamento di servizio», racconta Diego Rizzo del gruppo Protezione Civile di Taglio di Po, «abbiamo raccontato come sta cambiando la nostra operatività a causa della crisi climatica, degli interventi in situazioni impreviste, della pre allerta costante. La protezione civile, nelle emergenze idriche, resta un attore decisivo». Diversa l’attività proposta dal gruppo comunale di Pc di Porto Tolle, come racconta il suo coordinatore Mario Robbi: «I giovani sono arrivati al pomeriggio per montare due tende e allestire fondi, luci e brande per trascorrervi la notte. Il giorno dopo abbiamo creato un percorso a ostacoli dove abbiamo voluto inserire anche un carrello per l’antincendio boschivo, che in quel caso spruzza acqua da due lance. Devo dire che si sono divertiti molto». Il gruppo comunale di Pc Porto Tolle è impegnato ogni domenica sulle spiagge di Barricata e Boccasette assieme alla Croce Verde di Adria, che lo supporta mettendo a disposizione due quad per prestare eventuale soccorso medico in quelle che sono spiagge a conformazione particolare, difficilmente raggiungibili con ambulanze da strada. Accompagna inoltre l’università di Padova a recuperare le tartarughe morte e spiaggiate, un fenomeno che «pare triplicato rispetto al passato» e che potrebbe trovare cause nella crisi climatica, ma anche nell’inquinamento ambientale. «Sappiamo benissimo dove va a finire la plastica che non buttiamo nella raccolta differenziata», sottolinea caustico David Casetto, referente locale Plastic Free per il Comune di Porto Viro, «così come sappiamo che ruota tutto attorno all’educazione: dove c’è il degrado e non c’è l’azione coordinata delle amministrazioni e della cittadinanza, intesa anche come volontariato attivo, la maleducazione dilaga e il disinteresse è generale. Non sempre serve il pugno di ferro, certo può funzionare in alcuni casi come con le fototrappole, ma a fare la vera differenza è la sensibilizzazione». Ecco perché al gruppo di Solidaria Young a lui assegnato è stato fondamentale fare una breve parte teorica prima di andare a ripulire la pineta, dove i giovani hanno raccolto due sacchi pieni di immondizia.. Attività complementari vengono fatte anche dal circolo di Legambiente di Rosolina e Loreo, che ai bambini di Solidaria Young ha proposto la “staffetta della differenziata”, un gioco dove le palline rappresentavano tipi diversi di rifiuto che andavano “conferiti” correttamente in due grossi contenitori. «Facciamo fatica ad attirare i giovani», confessa il presidente Pietro Gnan, «ma da settembre cercheremo di avviare qualche altro progetto nelle scuole, per poter proseguire sullo stesso filone».

Un altro modo di avvicinare i giovani all’ambiente è far loro toccare con mano – letteralmente – la terra. Come fanno i volontari di Foglie Vive, associazione nata a Taglio di Po per aiutare persone in difficoltà sociale, personale e occupazionale a ripensarsi, ridisegnarsi e ricollocarsi. «Abbiamo accolto un gruppo numeroso e curioso, al quale abbiamo mostrato il nostro orto e spiegato come prendersi cura delle piante, con qualche accorgimento in più per affrontare l’estate che stiamo attraversando», racconta il presidente Daniele Passarella. «Siamo partiti in un gruppo di volenterosi spinti dall’ambizione di voler aiutare quelle persone che iniziavano a manifestare bisogni precisi e sempre più urgenti e frequenti, anche nel nostro territorio. Abbiamo creato tre orti sociali, due a Taglio di Po e uno all’interno dell’istituto “Cipriani-Colombo” di Adria, dove le persone che accogliamo possono sperimentare l’inclusione, il confronto, il sostegno reciproco. Sono dinamiche che fanno bene, emotivamente e psicologicamente».

Conclude Mantovani: «Percorsi di co-progettazione come Solidaria non fanno altro che rafforzare la collaborazione strutturata tra volontariato, amministrazioni e istituzioni, rendendo le azioni dei singoli soggetti una mobilitazione collettiva e creando “alleanze di cura” del nostro territorio».

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